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2° sud Tunisi senza assistenza

Aperto da robococ, 22 Novembre 2006, 00:25:13

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robococ

7°)Bir Aouine/ El Borma (Venerdì 10/02)  
Un sole stupendo ci sveglia al mattino,un buon caffè con un po' di latte condensato e siamo pronti a ripartire , andremo a sud fino ad incrociare la pista che dalla piper linee porta ad El Borma, facciamo tutto fuoripista, in alcuni tratti troviamo tracce di piste che poi puntualmente spariscono, troviamo l'incrocio è seguiamo questo stradone che porta ad El Borma, è completamente sfondato, in molti punti completamente coperto dalla sabbia sassi è buche lo rendono poco piacevole e noioso, anche se le dune che lo costeggiano sono di tutto rispetto, ad una ventina di km. da El Borma usciamo dalla pista per risalire delle dune che sono al lato della pista, sono veramente imponenti, la sabbia è dura e si sale che è un piacere, sopra facciamo una piccola sosta e si riparte. Arriviamo, sbrighiamo le solite formalità con i militari per poi andare alla centrale di pompaggio (un immenso cantiere a cielo aperto), li facciamo benzina (riempiamo anche 2 bottiglie di plastica in più della tanica da 5)   ci accordiamo per dormire cenare e colazione, l'ambiente non è dei migliori ma si mangia abbastanza bene e si dorme in un letto e volendo si può anche fare la doccia.  Conosciamo una coppia di Bergamo con un lend cruiser simpaticissimi, ci offriranno un buonissimo antipasto a base di chiacchere pan biscotto salame e prosecco ( buonissimo) , ceneremo insieme parlando di viaggi e di vita, lui è arrivato senza il permesso per scendere al sud ed la polizia gli ha trattenuto i passaporti fino a domani, la mattina  dovrebbero ripartire per tornare a ksar Ghilane, lui è deciso a scendere con noi, la cosa si può fare ma il fatto di non avere il permesso alla fine lo fa desistere dall'impresa e quindi a malincuore ci salutiamo al mattino e ci separiamo andando per due piste diverse.

8°) El Borma / B. El Khadra( Sabato 11/02)
Ci siamo , pronti per la lunga traversata, partiremo verso le 10 del mattino, imbocchiamo la pista e seguiamo il gps , faremo una 40 di km. lungo una pista a fianco dell'oleodotto, la pista è completamente sommersa dalla sabbia, andiamo veloci a volte forse anche troppo ma le moto vanno bene e più vai meno fai fatica, la pista termina ad una stazione di pompaggio,  non ci fermeremo per evitare i soliti controlli, di li seguiremo solo il gps, la pista sparisce completamente poco dopo e non la ritroveremo mai più.
Descrivere quello che troveremo non è facile ci sono cordoni di dune alte, le più alte che io abbia visto, e queste vallate con dei paesaggi veramente incantevoli, da lontano vedi le dune decidi da che parte ti sembra meglio salire a via sali fai quattro o cinque passaggi e incominci a vedere la vallata successiva , bellissimo, sarà tutto così fino a giù.
Seguiremo sempre il gps e verso la metà del percorso imposterò il punto di El khadra e lo seguiremo sino alla fine, ci sono state alcune cadute di cui due serie, purtroppo in certi punti la sabbia era talmente molle che la ruota anteriore sprofondava completamente bloccando all'improvviso la moto, il primo è stato M. e mi sono visto il suo culo volare oltre la moto, è andata bene non si è fatto nulla, a mia volta scendendo da una duna per risalire subito l'altra mi sono ritrovato e volare sopra la moto con un atterraggio di schiena che mi ha lasciato a terra per una decina di minuti con serie difficoltà a respirare ; è andata bene un po alla volta mi sono ripreso mi sono fumato una sigaretta (per aiutare i polmoni a riprendersi)  e penso che anche questa volta è andata, intanto è arrivato anche M.( meglio tardi che mai) non riusciva più a ritrovarmi in quanto ero dentro ad un imbuto.
Riprendiamo a correre e poco dopo vediamo in lontananza 3 fuoristrada che scendevano in verticale delle alte dune, gli andiamo incontro e ritroveremo il nostro amico francese trovato a Timbaine, ci dice che la sabbia e durissima e gli permette di fare passaggi sopra le dune altrimenti impossibili, è noi possiamo solo confermare quanto detto, loro hanno fatto un giro in tondo El Borma – Tiaret per poi rientrare s risalendo verso El Borma sempre all'interno dell'erg.
Si riparte e quando vedrò El khadra in lontananza mi sentirò sicuramente rassicurato, è tardo pomeriggio, è andato tutto bene ,sbrighiamo le solite formalità militari e andiamo nell'unico piccolo bar del posto; li troviamo Daù, il padrone, al quale chiediamo di poter dormire a mangiare, ci risponde che si può fare, ha un paio di stanze con delle brande e la sera ci farà preparare da mangiare qualche cosa (non è un gran che ma visto dove siamo va più che bene).
Faremo un giro per il paese , che a nostro avviso è molto bello,i bambini ci seguono ed una signora ci invita a vedere la propria casa ,offrendoci anche un buon caffè, le ragazze parlano francese mentre i più anziani solo arabo, non c'è nulla di particolare ma forse è proprio questa la sua bellezza.
Daù è un personaggio molto pittoresco, lui vive con i turisti ( e si vede), mangia fuma e ci racconta storie di moto macchine e personaggi famosi che sono transitati per il suo bar, riempiendo le mura di dediche e scritte di tutti i tipi, ma decisamente non ha nessuna cura del posto che gestisce.

10°) B. El khadra/ Tiaret/Larich (Domenica 12/02 )
Decidiamo di andare a Tiaret diretti senza fare la piper linee, li faremo benzina e saliremo fino a Larich.
Partiamo , lasciamo la piper linee ed usciamo in fuoripista, subito Massimo si ritrova a volare sopra al manubrio con un salto degno delle olimpiadi con un atterraggio non del tutto perfetto ma buono , la sua moto passando sopra una bassa duna, si era nuovamente piantata interamente con la ruota anteriore , non ci sono conseguenze e si riparte; troveremo di tutto; dune altissime, immense vallate, steppa, rocce ma decisamente la parte migliore la ritrova verso la fine quando si scende in un canalone che poi si divide in due,  si corre per parecchi km sul fondo di questo fiume seguendo il gps,il fondo era tutto verde dovuto alle piogge abbondanti di quell'anno , e si corre come sui laghi salati tenendo una velocità alta per non sprofondare con la moto che appena giri un pò va in derapata,  usciremo vicini ormai a Tiaret.
A Tiaret non c'è assolutamente nulla (posto militare e stazione di pompaggio), ci  fermeremo al posto di controllo ,faremo benzina alla stazione di pompaggio e ripartiremo, la direzione è Larich, è una piccola oasi con un po di palme e una fontana di acqua calda, seguiremo per un po la piper linee e poi usciremo seguendo la traccia per Larich,.
Arriveremo verso le 16, purtroppo si è alzato un forte vento  ed oltre tutto fa molto freddo , ci rendiamo conto che dormire nell'oasi senza la tenda era impossibile, decidiamo di andare nella stazione di pompaggio che si trova ad un km. dall'oasi, arriviamo chiediamo se possiamo ripararci e fermarci dormire , ci consentiranno di metterci vicino alla mensa, protetti dal vento dal muro, li ci prepareremo per passare la notte, fa freddo ed alle 20 avevo già indossato tutto il mio guardaroba e continuavo a passeggiare avanti ed indietro per riscaldarmi (sembrava che il tempo non passasse mai) ed il vedere gli operai andare a mangiare in mensa al calduccio non mi aiutava di certo moralmente, quando quasi come qualche d'uno mi avesse letto nel pensiero, un signore magro di circa 40 anni ci chiede stupito se abbiamo idea di dormire li perterra, noi rispondiamo (con uno sguardo languido) di si ovviamente,  ci dice che se vogliamo, a due km ha una vecchia roulot in un cantiere ( non ci sembrava vero), ci porta con la macchina a vedere; è una roulot sfondata che usano gli operai per cambiarsi  e come magazzino ,dentro c'è di tutto comprese due cuccette sfondate, per quanto fosse squallida e sporca mi sembrava una reggia, il solo fatto di essere riparato dal vento era già qualche cosa di grande; prendiamo tutta la nostra roba, dove oltretutto aveva già fatto casetta un bel topolino ,e ci trasferiamo in roulotte, piccola cena e ci mettiamo in branda,  passeremo una bella nottata ascoltando il vento ed i vari rumori di fuori.

11°)  Larich/ksar Ghilan (Lunedì 13/02)  
Gli operai che arrivano al cantiere ci svegliano al mattino, un rapido saluto e tutti i nostri ringraziamenti al signore che gentilmente ci ha concesso di dormire nella roulot e si riparte.
Da Larich correremo paralleli alla P.L. fino a kamour ( che eviteremo per non passare un'altra volta a consegnare i permessi) di li andremo diretti a K.G. ci sono molte piste parallele alla p.l. che vanno in quella direzione, a volte spariscono per poi tornare, troveremo anche dei cordoni di dune ma non troppo difficili, nonché quando ormai in lontananza si vedeva K.G. Massimo colto dall'entusiasmo nell'aver visto l'oasi, sale una duna un po troppo forte atterrando dall'altra parte con la ruota posteriore che gli arrivava in testa ,  con i polsi ha girato in avanti completamente tutto il manubrio, ed incomincia ad avere male ad entrambi i pollici. Sistemiamo un po la moto e ci dirigiamo verso k.s. ; M. incomincia ad avere problemi , non riesce a schiacciare la frizione, comunque arriviamo a K.G. , ci facciamo un bel bagno nella pozza e constatiamo che il dito di m. si è ingrossato di molto e lo muove con fatica.
Mangiamo e dormiamo domani si vedrà.

12°) ksar Ghilan/Douz (Martedì 14/02)
Al mattino la mano di M. sembrava quella dell'uomo della Michelin , si decide di lasciar perdere la pista diretta per Douz, troppo impegnativa, torneremo  tranquillamente a Douz lungo la piper linee e  per la strada d'asfalto, per lui sarà dura lo stesso ma in poche ore saremo a Douz.
Li prendiamo pomate e pomatine lo spalmo per bene lo bendo ( tanto per fare un po' di scena) e lo metto a riposo, mangiamo si beve una birra al campeggio e poi si va a dormire.