News:

BENVENUTI NEL VECCHIO FORUM DI WWW.XT600.IT

Menu principale

Finalmente è uscita fuori!!!

Aperto da Kimeran, 20 Giugno 2010, 11:51:21

Discussione precedente - Discussione successiva

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Kimeran

Eh si...finalmente la sto guidando....dopo tanto lavoro e pazienza del "MITICO"...qst xt ora sta assaggiando l'asfalto...
Ci sono sicuramente piccoli accorgimenti da sistemare, rilevati durante questi primi kilometri...piano piano faremo anke quelli...

Grazie ancora a Mattia610 (X Me Mitico, x le numerose modifiche ke ha fatto e continua a fare su queste moto  :dance:) e l'amico Frenko!   #friends#
A voi i commenti su questo progetto ke finalmente la vede scorazzare sull'asfalto!  :bttr:


PS Ovviamente ci sono gli adesivi da mettere ke mi devono consegnare a breve!
UNA SGOMMATA A TUTTI !!!

FaGuS...


max75

che cerchi monta?
Sono mica Triumph?

EL TEACHER

#3
 Molto bella complimenti!  :ok: adesivi non ne metterei,così è già elegante.....
TTE '01 4gv MOTARD,SUZUKI GSF 1200

Kimeran

Citazione di: max75 il 21 Giugno 2010, 10:06:56
che cerchi monta?
Sono mica Triumph?

Suzuki sv650                                              #disco#    ;cinghialedance;      :bttr:     :rock: 
UNA SGOMMATA A TUTTI !!!

Kimeran

Citazione di: EL TEACHER il 21 Giugno 2010, 10:22:44
Molto bella complimenti!  :ok: adesivi non ne metterei,così è già elegante.....


Grazie...xò devo ammettere pure io ke tutta nera sembra la moto di Batman  o Diabolik  øpaperinoø
UNA SGOMMATA A TUTTI !!!

AdrianoTTR

#6
La foto è un po scura. I cerchi sembrano color oro. Non ci sarebbero stati male degli adesivi dello stesso colore. Come se fosse un'edizione speciale :ok:

con questo stile
http://www.cyclekin.com/wp-content/uploads/2009/03/60605.jpg
Se tutto è sotto controllo, stai andando troppo piano.
(Mario Andretti)
Yamaha TT600r supermotard & Aprilia Dorsoduro 750 maxi motard

Kimeran

Citazione di: AdrianoTTR il 21 Giugno 2010, 13:12:29
La foto è un po scura. I cerchi sembrano color oro. Non ci sarebbero stati male degli adesivi dello stesso colore. Come se fosse un'edizione speciale :ok:

con questo stile
http://www.cyclekin.com/wp-content/uploads/2009/03/60605.jpg

In effetti la foto è fatta con il cell...cmq i cerki sono grigi..abbinati con gli steli e il resto della moto... 
UNA SGOMMATA A TUTTI !!!

RICORIZ78 FULL OPEN

#8
Io l'ho vista dal vivo.....e'  ben fatta ,pulita,niente fuori posto diciamo un motard da utilizzare tranquillamente tutti i giorni....mi ricorda tanto le special che facevano i francesi qualche anno fa!

Complimenti a Mattia e pure a Kimeran!!!!

L'unica cosa,l'altro giorno ho dimenticato quest'appunto, la targa e' troppo dritta......troppo "leggibile"......inclinala un po'!

p.s. Complimenti per il manubrio....e' il particolare piu' bello che hai montato! øpaperinoø
Semp' a manett!!!!!

FABBIETTO E' MY FRIEND!!!OK????

mattia610

compleimenti a kimeran ke si è fatto il motard!!!
giusto qualche info:
telaio e motore 3tb
carrozzeria 4pt
avantreno paioli TTe
cerchi suzuki sv650
leveraggio posteriore accorciato per alzare il retrotreno
mono originale 3tb
scarico marving
avviamento a pedale (ovviamente anche elettrico)
strumentazione GPT
mascherina acercbis blitz
parafango acerbis motard
fanalino post trasparente a led
frecce carbon look
specchietto carbon look
manubrio conico WRP da 28mm
sella rifoderata
borsetta portatutto UFO
manopole ariete
impennare è l'espressione artistica di un equilibrio fisico...lasciatevelo dire da un ingegnere!!! nonkè meccanico...

yamaha xt350 '87- yamaha tt600s '93 - ktm sx250 '89 - husqvarna te610 '95 - yamaha tt600 '89 - kawasaki kx250 '94 - ktm duke 640

piccolo Fabio

bravo kimeran!



se mattia è riuscito a tirare fuori questa da quella cosa che vidi in garage mesi fa è davvero un genio!  :riez:

Svalvolato

Bellerrima, my compliments...
Ma hai scavata la sella?
Sembrerebbe avere un profilo più basso...
La SV ha un solo disco all'anteriore?

LoZiNgArO

Citazione di: Svalvolato il 07 Luglio 2010, 16:05:53
Bellerrima, my compliments...
Ma hai scavata la sella?
Sembrerebbe avere un profilo più basso...
La SV ha un solo disco all'anteriore?

no...2

infatti mi interessava sapere la modifica fatta ... :laugh:

mattia610

la sella è stata abbassata di circa 1,5 cm,  kimeran preferisce toccare x benino a terra con i piedi e dato che la moto con le forcelle tte e il leveraggio dietro si è alzata non poco........abbiamo fatto questa scelta.
ci tengo a precisare che i cerchi in lega per una moto del genere non mi piacciono troppo, ma come spesso capita, a causa del budget limitato, la scelta ricade lì....ma soprattutto erano già in possesso di kimeran!
ke fai li butti via?!?!?

i dischi dell' SV sono 2 ma la forcella tte ha un solo piedino porta pinza, quindi il secondo disco sta sullo scaffale...
e poi 2 dischi su una xt600 mi sembra proprio una cosa molto inutile....sai ke peso in + all'avantreno con un disco e una pinza anche a destra?!?la moto ha sempre il motore originale....non si alzerebbe nemmeno col cric!!!
impennare è l'espressione artistica di un equilibrio fisico...lasciatevelo dire da un ingegnere!!! nonkè meccanico...

yamaha xt350 '87- yamaha tt600s '93 - ktm sx250 '89 - husqvarna te610 '95 - yamaha tt600 '89 - kawasaki kx250 '94 - ktm duke 640

Svalvolato

Mi ricordavo appunto che avesse 2 dischi, ma non ne ero sicuro...
Me gusta, magari avrei personalizzata un pò la sella, ma potrei aver guastato il look da moto "bella e dark"

n_longhi

Che bella....e che bel culetto che ha!!
a budget come sei messo?....quanto hai speso in totale?
le modifiche le farai inserire a libretto?

savTTE

che significa: leveraggio posteriore accorciato per alzare il retrotreno?

mattia610

Citazione di: savTTE il 15 Luglio 2010, 22:26:09
che significa: leveraggio posteriore accorciato per alzare il retrotreno?


significa che è stato costruito un leveraggio con interasse minore dell'originale per alzare il retrotreno!
impennare è l'espressione artistica di un equilibrio fisico...lasciatevelo dire da un ingegnere!!! nonkè meccanico...

yamaha xt350 '87- yamaha tt600s '93 - ktm sx250 '89 - husqvarna te610 '95 - yamaha tt600 '89 - kawasaki kx250 '94 - ktm duke 640

savTTE

ok adesso è tutto chiaro -ninzo'-
ma che è sto leveraggio scusate l'ignoranza...

RICORIZ78 FULL OPEN

Citazione di: savTTE il 16 Luglio 2010, 17:59:08
ok adesso è tutto chiaro -ninzo'-
ma che è sto leveraggio scusate l'ignoranza...




LESSON ONE - L'ALFABETO :

Un alfabeto è una collezione di simboli grafici, aventi di solito un ordine ben preciso, che servono a rappresentare le parole di una lingua.

Spesso succede che i segni siano lettere, ovvero segni che rappresentano idealmente singoli suoni linguistici, ma non sempre si ha un perfetta rappresentazione tra l'alfabeto e sistema fonologico di una lingua, per cui nascono a volte combinazioni di lettere rappresentanti suoni altrimenti orfani oppure può capitare che lo stesso suono sia rappresentato da più lettere ma in contesti diversi.

La parola deriva etimologicamente dall'unione dei nomi delle prime due lettere dell'alfabeto greco Alpha e Beta, ma l'invenzione dell'alfabeto si deve ai Fenici.

In genere un alfabeto è associato ad una lingua o ad un linguaggio (anche formale) che costruisce le proprie parole su un determinato alfabeto.

L'alfabeto delle lettere minuscole della lingua italiana è: a b c d e f g h i l m n o p q r s t u v z.

Le lettere j k w x y sono entrate di fatto in uso nella scrittura italiana attraverso prestiti da altre lingue.

L'alfabeto in senso stretto va distinto da altre forme di scrittura come le abugide, i sillabari e le scritture logografiche.



LESSON TWO- I NUMERI:



Un numero è una entità astratta usata per descrivere una quantità. I numeri sono generalmente descritti tramite delle cifre, secondo un sistema di numerazione.

I numeri possono essere manipolati tramite le quattro operazioni fondamentali, addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione. Lo studio delle proprietà di queste operazioni è parte dell'algebra elementare.



......................................



LESSON 5764: LA MOTO:

Etimologia  [modifica]
Il termine "motocicletta" deriva dal marchio commerciale "Motocyclette" con il quale venne presentato il primo modello prodotto dall'azienda parigina Werner che, per prima, aveva ideato l'applicazione del motore ausiliario a una comune bicicletta, depositando i relativi brevetto e denominazione il 7 gennaio 1897. Il termine "Motocyclette" si diffuse rapidamente e divenne talmente popolare in tutta Europa, già nel primo decennio del XX secolo, da costringere il tribunale di Parigi, per ragioni di pubblico interesse, a cancellare la precedente concessione di esclusività del marchio ai fratelli Werner e riconoscerlo nel pubblico dominio[1].

Principi di base  [modifica]
La motocicletta ha 2 ruote in linea e la stabilità del mezzo in movimento viene garantita dal principio di conservazione del momento angolare. Le variazioni di direzione della motocicletta vengono comandate tramite un manubrio, con sfruttamento degli effetti giroscopici causati dalla conservazione del momento angolare.

Nella motocicletta propriamente detta, escludendo il caso particolare degli scooter, il centauro e l'eventuale passeggero siedono sul mezzo appoggiandosi su una sella, il guidatore utilizza il manubrio per l'appoggio delle mani e per comandare, sul lato sinistro, l'eventuale frizione; sul lato destro sono invece presenti i comandi relativi all'impianto frenante (relativo alla ruota anteriore e talvolta alla frenata integrale) e all'acceleratore che regola la velocità. I piedi si appoggiano invece su apposite pedane, dalle quali il piede destro comanda il freno posteriore (talora, in impianti particolari, la pressione sul comando interviene parzialmente anche sul freno della ruota anteriore) ed il sinistro (ad eccezione dei veicoli a cambio automatico) il cambio delle marce. In passato la posizione destra/sinistra dei due comandi a pedale era mutevole a seconda dei modelli.

La propulsione del mezzo viene garantita dalla presenza di un motore a combustione interna alimentato con benzina. vengono utilizzati motori a quattro tempi o motori a due tempi; questi ultimi sono in graduale diminuzione di numero, soprattutto grazie delle normative anti-inquinamento. Contrariamente al settore degli autoveicoli, nel settore delle due ruote non trova applicazione commerciale la motorizzazione diesel, la quale è relegata a pochi modelli, o a loro conversioni, ma sono molto più rari quelli muniti con un motore elettrico, generalmente sono dotate di entrambe le tipologie di propulsori.

Questo tipo di veicolo, per poter circolare sulle strade, deve soddisfare i requisiti dettati dai codici della strada in vigore nelle varie nazioni e possedere una regolare omologazione. Anche i requisiti necessari per condurre il veicolo e per l'ammissione o meno del trasporto del passeggero sono codificate all'interno dei codici stessi e possono differire da nazione a nazione.

Alla motocicletta può essere a volte agganciato un elemento esterno: un carrozzino laterale atto a trasportare persone definito sidecar o, più raramente, un rimorchio posteriore atto al trasporto di merci e bagagli.

Breve storia della motocicletta  [modifica]
L'invenzione della motocicletta viene fatta risalire all'ingegnere francese Louis-Guillaume Perreaux che depositò il relativo brevetto (n.83691) il 16 marzo 1869 e realizzò un veicolo a due ruote funzionante a vapore.

La prima motocicletta con motore a combustione interna si deve a due inventori tedeschi, Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach, che costruirono il primo prototipo, nel 1885, in una piccola officina di Cannstatt (nelle vicinanze di Stoccarda).

Nel 1894 i primi esemplari funzionanti vennero messi in vendita dalla Hildebrand & Wolfmüller e da quel momento si assistette ad una continua evoluzione della motocicletta, grazie ad aziende di tutto il Mondo, sia in Europa che negli USA.

Come nella parallela storia dell'automobile, il mondo delle motociclette di produzione è andato sempre di pari passo con quello delle competizioni e se, nel mondo dell'automobilismo, già nel 1894 si sviluppava una competizione degna di tale nome con la Parigi-Rouen, l'anno successivo si registravano le prime iscrizioni di bicicli a motore alla Paris-Bordeaux-Paris.

Se i primi modelli costruiti non erano altro che biciclette a cui venivano applicati gli apparati di propulsione, l'evoluzione tecnica ed estetica è stata continua, così come il distanziamento progettuale con le due ruote a propulsione umana. Già nei primi decenni del XX secolo la tipologia classica era quella delle moto sottocanna e si vedevano i primi esempi di sospensioni per migliorare il comfort di marcia.

Fino agli anni sessanta la produzione era per la gran parte europea, con l'industria britannica, tedesca e italiana in particolare evidenza, negli ultimi decenni la parte del leone viene fatta dalle industrie giapponesi.

Le tipologie di motociclette  [modifica]
Con l'avanzare della tecnica e della specializzazione le tipologie di motocicletta si sono sempre più ampliate con il tempo e sul mercato del XXI secolo è possibile trovare una moltitudine di tipi diversi, da quelli per gli usi più estremi a quelli che fanno della versatilità il proprio cavallo di battaglia.

Una suddivisione basica può essere effettuata tra le due ruote progettate e costruite per l'uso prettamente stradale, spaziante dalle versioni più spartane, a quelle specifiche per i grandi viaggi fino alle repliche di quelle utilizzate nella massime competizioni su pista; il secondo tipo è quello rappresentato dalle moto con cui è possibile, se non suggerito, l'utilizzo in fuoristrada. Anche per questa seconda tipologia la scelta è molto ampia e spazia dai modelli replica di quelli utilizzati nelle competizioni specifiche, per finire con quelli in cui l'utilizzo al di fuori dei percorsi più battuti si può rivelare anche ardua.

Anche per quanto riguarda le cilindrate comuni, il passar del tempo ha visto una lievitazione della cubatura e la motocicletta media oggi può essere considerata quella che ha una cilindrata intorno ai 600 cm3 munita di appendice aerodinamica anteriore (un cupolino) con funzioni protettive e la possibilità d'installazione di contenitori posteriori (i bauletti), tutto al fine di poter essere utilizzata piacevolmente in ogni condizione di tempo. Solo negli anni sessanta del secolo scorso la stessa cilindrata era appannaggio di pochi modelli, quelli di maggior prestigio (definiti ai tempi anche come maximoto) che, all'inizio del ventunesimo secolo, ormai hanno cubature pressoché raddoppiate.

Anche ragioni di marketing o di moda hanno creato nel tempo le denominazioni con cui si riconoscono oggi delle tipologie abbastanza specifiche di modelli. Nella maggior parte dei casi la terminologia deriva dalla lingua inglese.







ECCO ADESSO POSSIANMO SPIEGARTI COS'E' UN LEVERAGGIO:


STO' STANCO....LA PROSSIMA VOLTA!!!!!!  øpaperinoø
Semp' a manett!!!!!

FABBIETTO E' MY FRIEND!!!OK????

savTTE


mattia610

Citazione di: RICORIZ78 FULL OPEN il 16 Luglio 2010, 19:17:39



LESSON ONE - L'ALFABETO :

Un alfabeto è una collezione di simboli grafici, aventi di solito un ordine ben preciso, che servono a rappresentare le parole di una lingua.

Spesso succede che i segni siano lettere, ovvero segni che rappresentano idealmente singoli suoni linguistici, ma non sempre si ha un perfetta rappresentazione tra l'alfabeto e sistema fonologico di una lingua, per cui nascono a volte combinazioni di lettere rappresentanti suoni altrimenti orfani oppure può capitare che lo stesso suono sia rappresentato da più lettere ma in contesti diversi.

La parola deriva etimologicamente dall'unione dei nomi delle prime due lettere dell'alfabeto greco Alpha e Beta, ma l'invenzione dell'alfabeto si deve ai Fenici.

In genere un alfabeto è associato ad una lingua o ad un linguaggio (anche formale) che costruisce le proprie parole su un determinato alfabeto.

L'alfabeto delle lettere minuscole della lingua italiana è: a b c d e f g h i l m n o p q r s t u v z.

Le lettere j k w x y sono entrate di fatto in uso nella scrittura italiana attraverso prestiti da altre lingue.

L'alfabeto in senso stretto va distinto da altre forme di scrittura come le abugide, i sillabari e le scritture logografiche.



LESSON TWO- I NUMERI:



Un numero è una entità astratta usata per descrivere una quantità. I numeri sono generalmente descritti tramite delle cifre, secondo un sistema di numerazione.

I numeri possono essere manipolati tramite le quattro operazioni fondamentali, addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione. Lo studio delle proprietà di queste operazioni è parte dell'algebra elementare.



......................................



LESSON 5764: LA MOTO:

Etimologia  [modifica]
Il termine "motocicletta" deriva dal marchio commerciale "Motocyclette" con il quale venne presentato il primo modello prodotto dall'azienda parigina Werner che, per prima, aveva ideato l'applicazione del motore ausiliario a una comune bicicletta, depositando i relativi brevetto e denominazione il 7 gennaio 1897. Il termine "Motocyclette" si diffuse rapidamente e divenne talmente popolare in tutta Europa, già nel primo decennio del XX secolo, da costringere il tribunale di Parigi, per ragioni di pubblico interesse, a cancellare la precedente concessione di esclusività del marchio ai fratelli Werner e riconoscerlo nel pubblico dominio[1].

Principi di base  [modifica]
La motocicletta ha 2 ruote in linea e la stabilità del mezzo in movimento viene garantita dal principio di conservazione del momento angolare. Le variazioni di direzione della motocicletta vengono comandate tramite un manubrio, con sfruttamento degli effetti giroscopici causati dalla conservazione del momento angolare.

Nella motocicletta propriamente detta, escludendo il caso particolare degli scooter, il centauro e l'eventuale passeggero siedono sul mezzo appoggiandosi su una sella, il guidatore utilizza il manubrio per l'appoggio delle mani e per comandare, sul lato sinistro, l'eventuale frizione; sul lato destro sono invece presenti i comandi relativi all'impianto frenante (relativo alla ruota anteriore e talvolta alla frenata integrale) e all'acceleratore che regola la velocità. I piedi si appoggiano invece su apposite pedane, dalle quali il piede destro comanda il freno posteriore (talora, in impianti particolari, la pressione sul comando interviene parzialmente anche sul freno della ruota anteriore) ed il sinistro (ad eccezione dei veicoli a cambio automatico) il cambio delle marce. In passato la posizione destra/sinistra dei due comandi a pedale era mutevole a seconda dei modelli.

La propulsione del mezzo viene garantita dalla presenza di un motore a combustione interna alimentato con benzina. vengono utilizzati motori a quattro tempi o motori a due tempi; questi ultimi sono in graduale diminuzione di numero, soprattutto grazie delle normative anti-inquinamento. Contrariamente al settore degli autoveicoli, nel settore delle due ruote non trova applicazione commerciale la motorizzazione diesel, la quale è relegata a pochi modelli, o a loro conversioni, ma sono molto più rari quelli muniti con un motore elettrico, generalmente sono dotate di entrambe le tipologie di propulsori.

Questo tipo di veicolo, per poter circolare sulle strade, deve soddisfare i requisiti dettati dai codici della strada in vigore nelle varie nazioni e possedere una regolare omologazione. Anche i requisiti necessari per condurre il veicolo e per l'ammissione o meno del trasporto del passeggero sono codificate all'interno dei codici stessi e possono differire da nazione a nazione.

Alla motocicletta può essere a volte agganciato un elemento esterno: un carrozzino laterale atto a trasportare persone definito sidecar o, più raramente, un rimorchio posteriore atto al trasporto di merci e bagagli.

Breve storia della motocicletta  [modifica]
L'invenzione della motocicletta viene fatta risalire all'ingegnere francese Louis-Guillaume Perreaux che depositò il relativo brevetto (n.83691) il 16 marzo 1869 e realizzò un veicolo a due ruote funzionante a vapore.

La prima motocicletta con motore a combustione interna si deve a due inventori tedeschi, Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach, che costruirono il primo prototipo, nel 1885, in una piccola officina di Cannstatt (nelle vicinanze di Stoccarda).

Nel 1894 i primi esemplari funzionanti vennero messi in vendita dalla Hildebrand & Wolfmüller e da quel momento si assistette ad una continua evoluzione della motocicletta, grazie ad aziende di tutto il Mondo, sia in Europa che negli USA.

Come nella parallela storia dell'automobile, il mondo delle motociclette di produzione è andato sempre di pari passo con quello delle competizioni e se, nel mondo dell'automobilismo, già nel 1894 si sviluppava una competizione degna di tale nome con la Parigi-Rouen, l'anno successivo si registravano le prime iscrizioni di bicicli a motore alla Paris-Bordeaux-Paris.

Se i primi modelli costruiti non erano altro che biciclette a cui venivano applicati gli apparati di propulsione, l'evoluzione tecnica ed estetica è stata continua, così come il distanziamento progettuale con le due ruote a propulsione umana. Già nei primi decenni del XX secolo la tipologia classica era quella delle moto sottocanna e si vedevano i primi esempi di sospensioni per migliorare il comfort di marcia.

Fino agli anni sessanta la produzione era per la gran parte europea, con l'industria britannica, tedesca e italiana in particolare evidenza, negli ultimi decenni la parte del leone viene fatta dalle industrie giapponesi.

Le tipologie di motociclette  [modifica]
Con l'avanzare della tecnica e della specializzazione le tipologie di motocicletta si sono sempre più ampliate con il tempo e sul mercato del XXI secolo è possibile trovare una moltitudine di tipi diversi, da quelli per gli usi più estremi a quelli che fanno della versatilità il proprio cavallo di battaglia.

Una suddivisione basica può essere effettuata tra le due ruote progettate e costruite per l'uso prettamente stradale, spaziante dalle versioni più spartane, a quelle specifiche per i grandi viaggi fino alle repliche di quelle utilizzate nella massime competizioni su pista; il secondo tipo è quello rappresentato dalle moto con cui è possibile, se non suggerito, l'utilizzo in fuoristrada. Anche per questa seconda tipologia la scelta è molto ampia e spazia dai modelli replica di quelli utilizzati nelle competizioni specifiche, per finire con quelli in cui l'utilizzo al di fuori dei percorsi più battuti si può rivelare anche ardua.

Anche per quanto riguarda le cilindrate comuni, il passar del tempo ha visto una lievitazione della cubatura e la motocicletta media oggi può essere considerata quella che ha una cilindrata intorno ai 600 cm3 munita di appendice aerodinamica anteriore (un cupolino) con funzioni protettive e la possibilità d'installazione di contenitori posteriori (i bauletti), tutto al fine di poter essere utilizzata piacevolmente in ogni condizione di tempo. Solo negli anni sessanta del secolo scorso la stessa cilindrata era appannaggio di pochi modelli, quelli di maggior prestigio (definiti ai tempi anche come maximoto) che, all'inizio del ventunesimo secolo, ormai hanno cubature pressoché raddoppiate.

Anche ragioni di marketing o di moda hanno creato nel tempo le denominazioni con cui si riconoscono oggi delle tipologie abbastanza specifiche di modelli. Nella maggior parte dei casi la terminologia deriva dalla lingua inglese.







ECCO ADESSO POSSIANMO SPIEGARTI COS'E' UN LEVERAGGIO:


STO' STANCO....LA PROSSIMA VOLTA!!!!!!  øpaperinoø




tu sei completamente pazzo.................................. #crazy#
impennare è l'espressione artistica di un equilibrio fisico...lasciatevelo dire da un ingegnere!!! nonkè meccanico...

yamaha xt350 '87- yamaha tt600s '93 - ktm sx250 '89 - husqvarna te610 '95 - yamaha tt600 '89 - kawasaki kx250 '94 - ktm duke 640

FOLCO

 :rir: "fatta bene proprio" direi  clap clap clap
io la lascerei nera, sta bene così, al limite più in là dei bei cerchi a raggi (magari con canali neri...)

;:bananasaluta:;

RICORIZ78 FULL OPEN

Citazione di: mattia610 il 16 Luglio 2010, 20:17:25



tu sei completamente pazzo.................................. #crazy#



ME LO DICE SEMPRE LA MIA MAMMA..................
Semp' a manett!!!!!

FABBIETTO E' MY FRIEND!!!OK????

savTTE

si ho capito ma a parte gli scherzi potete spiegare se alzando sti cosi è possibile alzare il culetto del mio TTe??

mattia610

sì può fare, ma sono modifiche artigianali...devi sostituire un pezzo originale con uno con quote leggermente diverse...
impennare è l'espressione artistica di un equilibrio fisico...lasciatevelo dire da un ingegnere!!! nonkè meccanico...

yamaha xt350 '87- yamaha tt600s '93 - ktm sx250 '89 - husqvarna te610 '95 - yamaha tt600 '89 - kawasaki kx250 '94 - ktm duke 640

RICORIZ78 FULL OPEN

#26
Citazione di: savTTE il 18 Luglio 2010, 13:15:31
si ho capito ma a parte gli scherzi potete spiegare se alzando sti cosi è possibile alzare il culetto del mio TTe??



....volendo ci sono le protesi al silicone....fanno miracoli......ne ho viste 2 venerdi' sera pero' erano installate all'anteriore......il risultato??? DUE BOCCE ESAGERATE!!!

P.s. Penso che al culetto dovrebbero fare lo stesso effetto!!!!!  øpaperinoø


@SAVTTE:.....qui si scherzeggia....spero non ti dispiaccia!
Semp' a manett!!!!!

FABBIETTO E' MY FRIEND!!!OK????

savTTE

macchè figurati, scherza pure ma poi...la risposta?

RICORIZ78 FULL OPEN

Citazione di: savTTE il 18 Luglio 2010, 18:03:20
macchè figurati, scherza pure ma poi...la risposta?



La risposta e' dentro di te.......solo che e' sbagliata!!!!!!!!!! øpaperinoø øpaperinoø øpaperinoø øpaperinoø
Semp' a manett!!!!!

FABBIETTO E' MY FRIEND!!!OK????

AdrianoTTR

#29
Si possono usare gli Uniball, ma chiedete a chi ha fatto già il lavoretto.

https://xt600.eu/forum/forum/index.php?topic=32357.0

Se tutto è sotto controllo, stai andando troppo piano.
(Mario Andretti)
Yamaha TT600r supermotard & Aprilia Dorsoduro 750 maxi motard

FaGuS...

sul tte non si puo con gli uniball perchè il leveraggio è differente, m i spiace o cambi ammortizzatore o fai una piastra che cambia l attacco al telaio...parla con mattia per questa :ciapa:

piccolo Fabio

i leveraggi sono quei pezzi tramite i quali il monoammortizzatore si attacca al forcellone (come avrai notato non è attaccato direttamente) per motivi dinamici.

una modifica di un solo cm su queste "staffette" (tipo quelle postate da adriano) può comportarti un alzamento del retrotreno anche di 4-5 cm

in effetti costruirli non è niente di difficile, in quanto sono delle piastrine con 2 fori, in alternativa si possono usare gli uniball, così la modifica è anche regolabile, ma a quanto pare i possessori di tte (io non ho un tte) dicono che nun se pò fa!


P.S. perdona RICORIZ, è fatto così, ha le vespe nel cervello, e con tutto quel fumo cosa vuoi che rimanga serio!   :riez:


DarioTT

vi faccio i complimenti per le capacità messe in campo e per le scelte tecniche non usuali.....ma non è che mi piaccia tanto....poi, vabbè, so gusti
Free userbars" border="0

RICORIZ78 FULL OPEN

Citazione di: piccolo Fabio il 19 Luglio 2010, 13:36:43
i leveraggi sono quei pezzi tramite i quali il monoammortizzatore si attacca al forcellone (come avrai notato non è attaccato direttamente) per motivi dinamici.



QUESTA ERA LA LESSON 10164.....SAVTTE STA ANCORA ALLE 6111.......NON PUOI MODIFICARE IL PROGRAMMA DI STUDI FABIE'!!!

Citazione di: piccolo Fabio il 19 Luglio 2010, 13:36:43



P.S. perdona RICORIZ, è fatto così, ha le vespe nel cervello, e con tutto quel fumo cosa vuoi che rimanga serio!   :riez:



IL PROBLEMA NON SONO LE VESPE.......MA LE  êlagnoccaê !!!
Semp' a manett!!!!!

FABBIETTO E' MY FRIEND!!!OK????

FaGuS...

hai ragione ricca, ma io so stato assente a scuola e le lezioni intermedio le ho saltate :ciapet: