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1° Stepsover Meeting - 1° giorno 25/04/2013

Aperto da Meissner, 30 Luglio 2016, 16:35:56

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Meissner

Primo giorno, inizia il meeting
Qui comincia l'avventura del signor Buonaventura!
La tappa prevede il trasferimento all'agriturismo Il Casanova a Civitella del Lago, è la tappa più lunga prevista.
Il trasferimento su strada normale sarebbe di 175 km, chissà quanti saranno con le varianti in programma!

Alla mattina di buon ora mi sveglio, e  le giunture fanno cric, croc, crac.

I miei amici, prima di partire, mi dicono che sono matto, Meissner hai un'età che dovresti pensare ad andare al bar a giocare a scopa o tresette con i pensio ed invece vai a fare un giro di cui non conosci nulla! e per giunta in fuoristrada!

E' un sogno che voglio realizzare, l'idea di fare fuori strada mi fa ritornare alla mia giovinezza con le gite sul circuito di Oggiono, la Canonica, Montevecchia e la Bergamasca con il mio cinquantino!
Questi pensieri avvolgevano le nebbie del mio cervello dopo la cena del giorno/notte precedente!

Mi hanno scelto tra centinaia di pazzi che anelavano a partecipare e che figura di M... ci farei a ritirarmi?
Non è mia carattere rinunciare alle sfide! fintanto che le forze mi sorreggono!
Appena sveglio guardo i punti del percorso che Smontic aveva preparato e che tra i fumi dell'alcol ci aveva presentato la sera prima a cena, con commenti di chi conosceva la zona, che mi avevano messo un po' in apprensione.

Beh, siamo in ballo, balliamo.
Il programma prevede di passare dal Tirreno all'Adriatico in 3 tappe.
Ignaro di quanto mi aspetta comincio a ripreparare la borsa per la partenza, dopo che la sera prima, avevo distribuito tutto in ordine sparso.

Guardo fuori dalla finestra per vedere il tempo, nuvoloso ma non freddo, e valuto cosa indossare.
Mi guardo intorno e il gruppo ha un abbigliamento tecnico per off –road con giacchemilletasche, pantaloni millescritte, solo Freeride ha un abbigliamento più casual.
Il meglio che ho è maglietta leggera a maniche lunghe, camicia in pile e felpina leggera hi-teck di comprata 25 anni prima, pantaloni in pelle nera con stringhe  tipo easy-rider anno 1994 e antipioggia recente nero.
Praticamente l'uomonero, che tanto fa paura!

Raccolto il tutto, preparato la borsa, scendiamo, paghiamo l'ostello, cominciamo a preparare la moto per la grande avventura.
Nel frattempo, con puntualità svizzera ci raggiunge Luana, partita la mattina stessa da casa e Matteo che era partito alle 3 di notte da Rovereto per raggiungerci, il giorno prima, a metà strada si era ricordato di aver dimenticato a casa i documenti. Mitico!!!
Il gruppo è così composto
Smontic - AfricaTwin RD03 - Capospedizione
Lucia - DRZ 400S Fine colonna
Maurizio - BMW  1200 HP2
Meissner - XT 600 43F
Toto TheUnstoppable - BMW F800
Checco- BMW F800
Matteo - AfricaTwin RD07
Alex Supertramp - KTM 950
Freeride - XT 660Z
Andrea - KTM 690
Luca Freelander - KTM 690
Carlo - Transalp 650
Luca - DRZ 400E
Macs GS - BMW 1200 GS
Luana - DRZ 400
Massimo - XR 400

Il gruppo pronto per la partenza!
Andiamo a fare colazione, OK, proposta approvata all'unanimità!
Si accendono i motori e si parte, andiamo in piazza, Ok!
Gli altri partono, io no, non trovo più le chiavi della moto, ma dove cazzarola le ho messe?
Cerca in tutte le tasche, svuoto le tasche dell'antipioggia e metto i guanti e la macchina fotografica sulla finestra, mezzo svestimento, cerca in tutte le tasche, niente, le avrò dimenticate in camera, torna su, guarda sotto il letto, niente!
Sono quasi disperato, non ho neanche le chiavi di scorta, poi mi balza l'occhio e, TROVATE!!! , sono attaccate al moschettone che ho appeso ai pantaloni, bene ora posso ripartire.
Sì, ma i guanti dove li ho messi?
Torna in camera, non ci sono, torna giù ahh, li ho lasciati sulla finestra, bene, ora possiamo ripartire, devo andare in piazza per la colazione.
La giornata comincia con i migliori auspici!

Finalmente riesco a partire, dunque la piazza è giù, ma non mi ricordo bene la strada, va bene, allora salgo e poi scendo , dovrei trovarli!? non è grandissima Massa!
Praticamente mi giro tutto il centro di Massa 2 volte, poi al 3° giro, quasi alla disperazione, adesso trovo un posto comodo e mi fermo e telefono!, svolto a sinistra su una strada larga e sono là, che mi aspettano.
Fai colazione? No, facciamo tardi e poi se Mr. Puffpuff lo spengo può darsi che faccia fatica a ripartire!
Tutto sommato sono ancora sazio da ieri sera, ho ancora energie sufficienti, dai partiamo subito, però è meglio fermarsi a fare benzina perché tra poco andrò in riserva.

Ci si organizza per non perderci, visto cosa ero già riuscito a fare!
Allora Smontic sarà il tracciante, anche perché è lui che sa dove andare!
Quelli che seguono, si fermano ai bivi, ed aspettano quello che segue per indicare la direzione; Lucia chiude la colonna.
Si parte con andatura allegra su strade asfaltate per una decina di km, poi si prende una tipica strada toscana con fondo naturale, le famose strade bianche, che sono proprio bianche e sollevano un polverone incredibile,  conviene viaggiare ben distanziati.
Uscire dall'asfalto e passare su strade a fondo naturale, per uno stradista è una sensazione di instabilità, all'inizio pensi di guidare sul sapone senti che non sei tu che guidi la moto, ma è lei che ti sta portando.
Poi piano piano trovi una maggiore confidenza, e riesci ad impostare le curve su traiettorie che riesci tranquillamente (forse è esagerato) a controllare.

Uscito dalla strada bianca e primo approccio a strade vicinale è stato per me traumatico, sto ghignando ancora, svolto e si presenta una strada in discesa assai sconnessa, avanzo titubante, e, il primo sasso fuori posto, mi sbilancia e sbang, finisco nell'erba adiacente; della serie Cominciamo bene!

Mi aiutano a risollevarmi, consigli prima della ripartenza, in discesa sposta il peso indietro, in salita in avanti e via un po' deciso!
OK, facile a dirsi, un po' più difficile a farsi!
in effetti mi ricordavo qualcosa di simile quando 40 anni fa facevo queste cose con il Gilera 50, solo che ora l'elaborazione è un po' più difficile!
Ogni tanto senti il posteriore che va dove vuole lui, ma una leggera accelerata e riprendi la direzionalità voluta.

Cerchi di seguire gli esperti per rubare loro i segreti della guida, ma la polvere bianca te lo nega.
Deviazione in una strada nel bosco e, dietro una curva, una palude di fango.
I cinghiali alla riscossa si gettano a capofitto nel fango come degli aliscafi a monopattino, io e altri più timorosi, trovano una variante nel sottobosco e l'evitiamo.
Cinghiali alla riscossa

Il sollievo è di breve durata, perché oltre ritroviamo altro fango ma di dimensioni più contenute e meno profondo che affronto con cautela, ma deciso, altrimenti t'impantani e non ne esci!
Alla fine si riprende la strada asfaltata in corrispondenza della stazione di Roccastrada.
Si prosegue poi su strada asfaltata fino a Paganico.

Sosta, raccolta di tutto il gruppo e si riparte in direzione est, si percorre un po' di asfalto poi si imbocca una sterrata che pian piano ti porta a costeggiare il fiume Ombrone, Uhm, qualcosa mi dice male.
La strada si avvicina sempre più al bordo, si incontra qualche macchina parcheggiata di pescatori e si prosegue, in una radura ci si raggruppa, bisogna guadare il fiume.
Gli occhi esperti di Smontic valutano che il vecchio guado non è fattibile causa le piene recenti, quindi parte in esplorazione per un punto più adatto.
Non ritorna, deve aver trovato il posto!

Pian piano a piccoli guppi lo seguiamo,  c'è già qualcuno che si è fermato su una lingua di ghiaia in attesa del grande balzo verso la riva opposta.
Mentre mi avvicino al punto del guado, alcuni hanno già raggiunto la riva opposta, e aspettatando trepidanti l'arrivo degli altri.

Arrivo tra gli ultimi al primo attraversamento, il tratto non è molto lungo, saranno una ventina di metri, osservo quello che parte prima di me, un piccolo motoscafo, ora tocca a me, speriamo bene, un bel sospirone e via, si parte!
Pronti VIA!!!
Entro deciso, ma al secondo respiro il guado si dimostra insidioso e schafff, un bagno fuori programma.
Dovevo lavare la moto!
Subito entra in azione la squadra di soccorso, Maurizio, che mi aiuta a rimettermi in piedi e a portarla sulla ghiaia.
dopo il fango, una lavata alla moto non guasta, ma non in quel modo!
Gli stivali impermeabili sono favolosi, solo che quando entra l'acqua non esce più!
Verifica condizioni generali, acqua nel faro, sembra un piccolo acquario però si è bruciata l'illuminazione, e rimane solo il posizione.
Sto per provare a ripartire e, Maurizio si accorge che si è staccato il paramotore nella parte anteriore, è pericoloso, bisogna toglierlo.

Smontic, con tutta l'attrezzatura necessaria in un attimo effettua l'operazione.
Sistemato sul bagaglio ci riuniamo tutti i rimanenti per il grande balzo verso la riva opposta.
Con un po' di timore, ma ormai ho fatto la mia prima esperienza a bagno, la seconda non sarà certo peggio, parto, viaggiando a ziz-zag, rischiando più volte di rifarmi il bagno, in in modo o nell'altro arrivo indenne dall'altra parte con incitazioni di giubilo, che mi hanno molto gasato.
Gli ultimi iniziano la traversata ma non tutti hanno la fortuna di arrivare indenni alla meta, splish splash, in un modo o nell'altro siamo tutti sulla riva opposta.

Tolta l'acqua dagli stivali, asciugate le calze a mulinello, ci si iprepara a partire, si ma da che parte andiamo?

Bene, ora bisogna trovare il modo di rimetterci in strada! Smontic parte ad esplorare a sud del guado per trovare una traccia che ci porti fuori sulla strada, io guardo nella zona avanti e Alex esplora la zona a nord del guado e trova una traccia nel bosco fattibile.
Richiamato Smontic che era sceso per un lungo pezzo senza trovare alcuna possibilità, ci dirigiamo verso il punto indicato da Alex.
Tutti in fila ordinatamente, seguendo una esile traccia in un bosco basso e con sottobosco fitto, usciamo in ampio prato seguiamo una traccia del trattore, indi una strada campestre che finisce nel bosco , attraversiamo un campo colitivato, perpendicolare all'aratura, tutto a sobbalzi e troviamo una traccia di strada campestre che ziz-zaga in un bosco rado con un folto sottobosco, costeggia prati e vigneti, attraversa un paio di ruscelli, sottopassa la ferrovia per poi diventare una strada bianca abbastanza ampia che ti riporta sulla strada principale.

se ne percorre un breve tratto, poi ci si ributta nuovamente su strada bianca per arrivare poi a fare un nuovo guado sull'Orcia, attraversato da tutti senza bagni fuori programma.

Si prosegue poi sulle strade provinciali secondarie toscane con brevi tratti asfaltati bei tratti abitati, talvolta si devia su strade poderali con tracce di trattori che creano profondi solchi, poi si riprende strade secondarie e ci si dirige verso S.Fiora, meta del posto di ristoro, percorrendo una bella stradina contornata da rari cipressi che ti permettono di vedere il panorama sulla piana sottostante.

Parcheggiate le moto, si risale a piedi verso la piazza del paese, trovato il bar ci rifocilliamo a base di pane, prosciutto, formaggio, bibite, birra, vino e soprattutto un attimo di relax e commenti ironici sull'avventura appena passata.

La sosta non può prolungarsi molto, bisogna ripartire perché siamo a metà della tappa odierna!
Ridiscendiamo, prendiamo le nostre cavalcature, si percorre a ritroso parte della strada dell'andata per ributtarci subito sulle colline con direzione Orvieto.
Si prosegue per un tratto di Cassia, quando la strada è interrotta per lavori e ti indica la deviazione, questo per i normali, non certo per il Stepsover Meeting Team, traccia in mezzo al bosco, un paio di facili guadi e ci rimettiamo di nuovo in strada, poi subito per strade bianche sino ad arrivare alla meta dell'agriturismo di fine tappa.
Dopo tanta polvere ed fanghi, bagni, finalmente un po' di verde.

Sistematicisi nei vari alloggi, doccie rinfrescanti, vestizioni in abiti civili, un po' di relax, e Alex Supertramp organizza una seduta di streching per rilassare i muscoli.

Ancora momenti di relax, ma si sta avvicinando l'ora della cena!
FAME!!! FAME!!! FAME!!! è l'urlo che eccheggia nel gruppo, e come lupi famelici dell'Appennino ci fiondiamo al ristorante.
Mangiare, bere anche abbondantemente, bisogna recuperare le energie, racconti ed impressioni della prima giornata, poi ormai da tempo è buio e semibarcollanti ci si avvia verso il riposo.
Domani ci attende un'altra tappa, saremo nel centro dell'Italia e chissà che cosa ci aspetterà!
Intanti dormiamoci sopra, domani vedremo.