Il report mi è venuto un po' lungo, chiedo venia!
Inframezzato da tempo incerto, finalmente sabato danno bello, giro in off, NO, non voglio fare i fanghi!, si decide per un'uscita stradale.
Tra uno storia e l'altra alla fin fine siamo in tre, io, Carlo e Giorgio.
Preavviso Carlo, fai la registrazione video, mi piace rivedere le strade fatte, poi mi serve anche per capire se ho commesso degli errori.
La mia mente vulcanica si mette all'opera, mi piacerebbe andare al Passo Crociglia, è tanto tempo che la sto lumando, e Carlo vorrebbe vedere Rovaiolo vecchio, paese fantasma! Anche Giorgio vorrebbe fotografare la Chiesa di Pietranera.
Vediamo di combinare qualcosa per vada bene per tutti.
Prevedo un giro piuttosto lungo,vediamo di evitare problemi, si farà pranzo al sacco!
Alla mattina preparo lo zaino, "Cavolo, non ho in casa niente! Negozi lungo la strada ci sono."
Casa di Carlo è punto tappa fisso, appena dopo le 9:30 inizia l'avventura, il cielo è terso, trasferimento verso Pianello, c'è un traffico abbastanza sostenuto ma scorrevole.
Abbandoniamo la pianura e ci dirigiamo verso Agazzano, la strada è un continuo saliscendi tra le basse colline, scorci sulla pianura, qualche abitato e case sparse ci accompagnano.
Lungo rettilineo sino al fondo della Val Luretta, risaliamo a Momelliano, e con qualche bel saliscendi perveniamo al Belvedere di Statto; inizia un lungo traverso a zigzag verso Travo, il traffico è scarso ma si deve prestare attenzione ai numerosi ciclisti lungo la strada.
Ora via verso Donceto, strada alternativa per Perino, stretta, tortuosa, qualche ciclista isolato, al bivio per Vei un campo di papaveri rossi è interrotto dalle spighe di grano: la strada risale dolcemente, dapprima nel bosco poi tra i vigneti, e il Trebbia scorre lento nella valle.
Discesa per innestarci sulla SS.45, traffico di auto e moto a ondate, puntiamo sulla piazza di Perino, sosta.
Visto che non ho ancora fatto la spesa, mi faccio un intramezzo sostanzioso con cioccolata calda e cornetto, sono le 10:40, giusto un ora da casa di Carlo con 50 km..
Sosta di una buona mezz'ora, sarà il caso di scollarci, Bettola ci aspetta!
Partendo ed inoltrandoci nella valle appaiono le prime nubi a corona sulle montagne, buona parte del giro sarà un alternarsi di sole e tempo incerto.
La strada del Passo del Cerro è in zona una delle mie preferite, si parte con strada larga con curve continue che t'invitano a seguirle diciamo velocità allegra, passato il ponte si restringe e risale dolcemente con curve quasi continue la valle tra boschi e prati che stanno inverdendo, sporadici ciclisti, si perviene al Passo del Cerro (D+500), un bel passo ma oggi non mi sento al meglio, vado bene ma ho provato di meglio.
Se in off le discese sono il mio patema, su asfalto m'intrippano, poi con tutti quei bei tornanti, passo più che allegro, infatti media vicino a 50 km/h.ed entriamo in Bettola.
Puntiamo su Farini, il cielo è parzialmente nuvoloso con nuvole bianche e piccoli sprazzi neri, che bello , non c'è nessuno, le macchine viaggiano veloci, prima si sale poi si scende, strada larga con tante belle curve, all'improvviso coda in lento movimento.
un SUV con luci lampeggianti di scorta ad un gruppo numeroso di ciclisti, riusciamo al fine a superarli,, prestando attenzione al traffico in senso contrario.
Prima di Farini altri ciclisti alcuni solitari altri in un piccolo gruppo, poi abbiamo scoperto, tramite un nostro amico che si stava svolgendo la "Milano – Bonassola" una manifestazione di 250 km.
Dopo Farini procediamo lentamente in attesa di Giorgio che era rimasto attardato, poi verificato il suo rientro, ho cambiato il passo, ricordo di averla fatta una volta con il P&D almeno 20 anni fa, quando avevo Mr. Puffpuff e si meravigliarono come riuscissi a tenere il passo.
Anche stavolta mi son fatto prendere un po' la mano, pian piano sono risalito fino a prendere una coppia con un "transatlantico" che risaliva tranquillamente, ma che mi rovinava il ritmo, poi appena possibile l'ho passato, salvo poi sbagliare strada, i soliti bivi, dove come mia caratteristica via diritto! Bedonia?! Ma noi dobbiamo andare a S. Stefano.
Ripresa la strada per Ferriere, passo più tranquillo, troviamo un posto all'ombra per fare il punto, giusto 5 minuti.
La strada per lo Zovallo è un bel Bitumenduro fra avvallamenti, deviazioni per frane, da fare con calma, poi finalmente appena dopo Selva la tanto agognata deviazione per Torrio! 1.154 m.
Piccola sosta relax di una decina di minuti, da Perino sono 55 km.
Il cielo da parzialmente nuvoloso è quasi coperto, piccoli sprazzi di sereno, la strada si inerpica stretta e tutta a curve, fiancheggia il Rifugio Stoto, tante auto parcheggiate sul bordo, qualche escursionista, si attraversano dei bei boschi, in piccoli spiazzi altre auto parcheggiate, boschi di un verde brillante costeggiano la strada, il passo è a 1.469 m, la strada scende sinuosa, si apre poi verso i contrafforti della Val d'Aveto.
Un lungo traverso in leggera discesa, poi scende a valle decisa con curve continue e qualche tornante sino a Torrio, 1.090 m, 7,2 km..
Anche qui ciclisti in risalita!
È quasi l'una, troviamo un posto per fermarci a mangiare, ma forse è meglio proseguire per S. Stefano!
La strada prosegue con leggeri saliscendi, contornando varie vallette sino al Passo di Monte di Mezzo, 1.242 m, per scendere decisamente in mezzo a boschi in fase di disboscamento tra cataste di legame accatastato sino a S. Stefano d'Aveto, 1.000 m, 6,7 km, dove giungiamo all'una.
Parcheggiamo sull'ampio parco all'ombra del Castello Malaspina Fieschi Doria
https://www.unamontagnadiaccoglienza.it/index.php?id_cont=38
Troviamo una panchina dove sistemarci, vi erano dei tavoli ma erano già occupati da altri motociclisti ben attrezzati, con cui successivamente abbiamo scambiato quattro chiacchiere-
Dopo una buona mezz'ora ci siamo scollati e ripreso il giro, La discesa verso Rezzoaglio era allietata dal sole, mentre a S. Stefano era bello nuvoloso.
Bella la discesa, strada larga, senza traffico, tante belle curve con andatura allegra, abbiamo proseguito sino a Farfanosa per poi deviare per il Passo del Fregarolo, che avevo già fatto almeno una decina di anni prima.
Quattro curve e poi un rettilineo tra i prati che si perde all'orizzonte, c'è il sole e nuvole sparse, poi qualche bel tornante in successione, e poi curve in successione, divertente, traffico inesistente, abbiamo incrociato cinque moto, solo nella parte finale della salita ai 1.203 m l'asfalto era un po' malmesso.
La discesa non era un biliardo come la parte precedente, tanti bei tornanti in successione, pochi tratti rettilinei, boschi con mille sfumature di verde, poi all'improvviso l'abitato di Casoni; 880 m, 10 km da Farfanosa
Questo è il punto più lontano, ora inizia il percorso di rientro, puntiamo verso Fontanigorda, sinora la strada era abbastanza larga, invece ora a volte si stringe parecchio, costeggia la montagna con curve continue, appare poi il paese, le montagne circostanti sono contornate da nuvole nere! Fontanigorda 820 m
Troviamo un ampio parcheggio, sosta, da S. Stefano d'A. abbiamo fatto 35 km.
Prepariamo il piano di battaglia, l'idea era quella di fare meno SS.45 possibile per arrivare a Rovaiolo vecchio. https://www.youtube.com/shorts/KSsXfGRitJ0
Sinceramente di farmi tutta la SS.45 fino a Ponte Organasco mi urta sensibilmente, fino as Ottone è obbligatoria, poi facciamo la strada quando siamo tornati da Suzzi, verso Cerignale, si allunga un po' ma merita.
Poi carlo si ricordava che a Rovegno c'è l ex Colonia fatta ai tempi del duce, ora in stato di abbandono e voleva farcela vedere
https://maps.app.goo.gl/8aAhs6RqsDuaBNgz8
Dieci minuti di sosta, poi ha sbagliato a tracciare così invece di girare a Casanova, e arrivare alla ex Colonia con 3,5 km, l'abbiamo allungata un po', siamo scesi direttamente a Rovegno, poco male, strada molto divertente e poi a me tornanti piacciono molto!
Attraversato Rovegno in stradine strette e in 15 km con strada divertente ci siamo arrivati.
Carlo e Giorgio sono andati in sopralluogo, sarà ma non ero interessato, così li ho aspettati pazientemente per una ventina di minuti, elucubrando sulle nuvole nere che si stavano addensando.
Ripercorriamo a ritroso sino a Rovegno, la vecchia SS. 45 fino ad innestarci sulla variante, subito semaforo per lavori in corso.
Subito un trumone di moto si è formato, scattato il verde siamo ripartiti, finché la strada era a curve siamo rimasti nel gruppo, appena è divenuta rettilinea li abbiamo lasciati andare, e con passo tranquillo, superati da tutti siamo arrivati ad Ottone.
Anche stavolta al bivio ho sbagliato strada, fortuna che mi sono ravveduto in tempo.
Ripresa la giusta direzione, all'inizio tutto bene, poi abbiamo cominciato a trovare tratti bagnati, uhmmm, speriamo in bene!
Un bel pezzo dopo la deviazione per Moglia, strada sempre più bagnata e qualche goccia cominciava ad arrivare, visto che siamo in ballo, balliamo!
Strada molto bella e divertente,la parte alta è un bel bosco misto tra latifoglie e conifere, abbiamo incontrato 2 auto.
Svalicati in Val d'Aveto la pioggia si fa più presente, ma nulla di tragico, strada mediamente stretta, con curve continue, non conviene distrarsi per guardare il panorama sul fondo valle, il rischio è di trovarsi giù!
Arrivati all'altezza della chiesa diroccata di S. Stefano, un vecchietto, stranamente non su una panda e senza cappello, occupava tutta la strada viaggiando a velocità bradipo!
Dopo Selva un bel tratto rettilineo panoramico tra Val Trebbia e Aveto senza alberi, in fondo un bel tornante ci porta a Cariseto, dominato dai ruderi di un castello su uno sperone roccioso.
Dopo Cariseto rivediamo a sprazzi di nuovo il sole, questo è un pezzo stupendo, curve continue che non ti danno respiro, comincio a sentirmi un po' stanco, ma l'unico punto per una sosta è Cerignale, sono 7 km, un bel sole ci arride quando arriviamo!
Tavoli e panche, mi sembra un buon posto per rifocillarsi!
Una buona mezz'ora per ricaricare le batterie! Dalla ex Colonia, 35 km.
Una ragazza simpaticissima, Giulia, ha deciso di restare al paese e mantenere aperto l'unico negozio, c'è un po' di tutto, Birra e patatine per cominciare si passa poi all'assaggio di alcuni formaggi locali da profumi che ti saziano solo ad annusare, buonissimi.
Fermati per caso, ma un posto da tenere in considerazione!
https://maps.app.goo.gl/VoGkihmGvV4nUH6p6
Sono ormai le 17:15 quando ripartiamo, visitare Rovaiolo vecchio ci porterebbe via troppo tempo, siamo ancora ben distanti da casa, saranno un bel 100 km!
L'idea di non fare la SS.45 a rientrare rimane valida, non rimane che scaendere a Ponte Organasco, risalire a Pratolungo, andare a Lago, prendere la strada per Pietranera, così almeno Giorgio sarà contento, sono circa 25 km di strade strette tortuose e un bel tratto con fondo pessimo, fortuna che c'è sempre il sole.
Pietranera è un punto panoramico notevole sulla Val Trebbia, posta a 750m, guardando verso valle si vede il paese di Brugnello, piccolo là giù in basso, 300 m sotto.
7 minuti di sosta e poi verso Bobbio che devo fare benzina, sono in riserva,
7 km di discesa, qualche tornante e siamo di nuovo nella civiltà; ci siamo fiondati al distributore, Salvi!
Ci siamo intrattenuti a parlare con uno e ci ha raccontato che quando noi eravamo spaparanzati al sole a Cerignale, Giove pluvio si è divertito su Bobbio.
" Beh, ora dove andate?", " a Pianello"; " Mezzano Scotti è lì più avanti."; " Ok, sì ma noi stiamo evitando la SS. 45, percui via Centomerli!"
Siamo ripartiti alle 18:30, passo un po' veloce che è tardi, parcheggiamo a Pianello che sono le 19,20, un bel 35 km di curve continue, ci salutiamo qui, veloci fino a casa, dove arrivo verso le 20:30 dopo 330 km!
Era tanto tempo che non facevo giri così lunghi, giro stupendo!
Commenti successivi, tutti più che soddisfatti, altri amici hanno detto, "Perché non lo avete visto andare!
Ci ha fatto sudare per poter stare al suo passo! Ci ha dato paga sui tornanti."
La tradizione è stata rispettata da quando giro, non ho mai fatto esattamente la stessa strada pur su strade conosciute, un tratto a me sconosciuto non può mancare!,
La traccia GPX
https://it.wikiloc.com/percorsi-motociclismo/09-05-2026-girando-intorno-alla-valtrebbia-263864136
bel racconto! io ero uno dei cilcisti della Mi-Bo..... graziati dal meteo anche se 4 gocce salendo al 100 croci le abbiamo prese.
Qui trovate tutti i video del giro
https://www.youtube.com/playlist?list=PLpXf0ZExzt-LXwgYoFtImgoyPZetbxPQL