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ENDURO - RITROVI E PERCORSI => In giro con Meissner => Discussione aperta da: Meissner il 18 Agosto 2026, 02:45:14

Titolo: giro interrotto del 29/07, poi invece è uscita tutta un'altra storia
Inserito da: Meissner il 18 Agosto 2026, 02:45:14
14/08/2026

Dopo il crollo psicofisico del 29/07, ora riproviamo con un nuovo giro, l'idea iniziale era quella di ripercorrere a ritroso il giro del 29, in quanto tutto sommato mi era piaciuto.
Si era partiti con l'idea di un giro soft, poi come al solito, ripercorrere esattamente la stessa strada è una cosa che mi urta assai
Carlo, quello che propone un giro stradale, per poi pentirsi e proporre percorsi alternativi più appaganti, devo finire la gomma posteriore del 390!
A casa sua , decidiamo che strada fare: "Borgonovo?", "Nooo"; "passiamo per i campi?", "nooo, proprio non mi piace." " è un po di tempo che non la rifacciamo, Creta – Moretta?!", " Sì, bella idea!".
Passa davanti, e chi l ferma più!, e cosi ci spariamo tutti i vigneti dell'Oltrepo, qualche pezzo di asfalto di collegamento, sali, scendi, gira di qua,ed ora di là, bel giro panoramico, ma ho perso la trebisonda e non so più dove mi trovo!
Arriviamo a Ca' Albertini, una sosta sulla panca, si fermano un paio di tipi, uno in moto ed uno in e-bike, e ci fermiamo a chiacchierare all'ombra mentre spira una leggera fresca brezza, e così piacevolmente passa 1 ora!
Ripartiamo tranquilli sulla sterrata ben inghiaiata, poi inizia una mulattiera un po' impegnativa, in uscita da una curva, una serie di gradini che non ti aspetti, e puff, moto spenta!
Fortuna che ora ho il magico bottone, e riesco a ripartire abbastanza agevolmente, poi una bella discesa sino ad innestarsi sulla SP.145 dopo Tassara, si prosegue su asfalto sino a prendere il single-track di Torre Gandini che precipita su Caminata.
La partenza una volta era pendente ma ora si è scavato un un profondo solco iniziale, ed inoltre la vegetazione ha ristretto il sentiero ed i sassi abbondano.
Carlo ha spettato pazientemente che arrivassi, su quel tipo di discese ho sempre molti patemi!
Scendiamo sul Tidone e risaliamo verso Ronchi, sono 7 anni che non la rifacevo, quanto è cambiata, dove una volta c'era il bosco ora le sterpaglie sono sovrane e la traccia è da indovinare, impegnativo.
Ora c'è un pezzettino di mulattiera che sale a Trebecco.
Non avrei voglia di farlo, va beh..., facciamolo!
Giusto a metà salita, taccc il sasso malefico, 7 anni fa era in piena strada, questa volta si era un po' spostato e ci siamo riabbracciati!
Devo sollevare la moto, da solo non ce la faccio!
Aspetta che tornerà indietro, poi lo sento che risale, "Sì, stesso posto stesso sasso!"
mi porta su la moto fino un posto all'ombra, c'è da sistemare il paramani e leve varie, mentre mi riposo mi risistema tutto a puntino.
"Allora andiamo direttamente alla Scaparina?"
"No ora andiamo a Zavattarello che ho trovato un percorso alternativo per  Romagnese."
In effetti mi sarei fermato ad un bar, ma sembrava quasi tutto chiuso, via via, la strada dovrebbe essere questa, la prima a sx dopo l'abitato, la strada sembra finire, ma dietro una recinzione parte uno sterrato corto ma divertente, asfalto, a sx e un bel percorso da bitumenduro a saliscendi nel bosco fino a Pradelle dove inizia uno sterrato di 6 km bellino, fino a Crotta e poi discesa in picchiata su asfalto alla 412, poi appare il distributore, meglio fermarsi.
Ora andiamo alla Scaparina, l'avevo fatta 15 giorni prima in discesa e l'avevo trovata da sballo anche se non in forma, percui oggi via con passo allegro, ehm ... veramente no, mi si è chiusa la vena!
Ogni tanto guardo negli specchietti, oh cavolo, ghe no, rallenta fatti ricongiungere, ok arriva, riprendiamo, cavolo l'ho riperso nuovamente, prendo un passo più tranquillo e alle 13:30 siamo alla Scaparina.
Non abbiamo prenotato e Carlo è scettico per mangiare, ci vuole il suo tempo ma poi siamo ugualmente serviti.
Io propendo per un piatto di tagliatelle e poi di formaggi, Carlo per un mega panino, ma è rimasto un po' di spazio vuoto, così gli offro metà dei miei formaggi, innaffiati da 2 birre grosse, in questo periodo vado  anche di tonica.
All'ombra si sta veramente bene, una leggera fresca brezza ci da sollievo, la temperatura è sui 25° a occhio.
Nel frattempo di essere serviti, Carlo attacca bottone con una coppia di ciclisti, è impossibile per lui informarsi sui loro giri e non racontare del nostro giro.
Sono le 15 quando decidiamo di riprendere il giro, ora ci aspetta l'inizio del giro che avevamo abbandonata la volta precedente, siamo qui per questo!
Scendiamo verso il Brallo per prendere la strada per Ceci, al primo tornante prendiamo una sterrata a sinistra, siamo in un bosco fitto all'ombra, all'inizio è semplice, poi cominciano tratti con profondi solchi una volta fangosi, questo non mi piace molto, supero i primi agevolmente girandogli attorno, poi uno in cui devo entrarci e in uscita mi ritrovo sdraiato, Carlo mi da tutte le spiegazioni per un modo corretto di affrontarli, mi rimetto in piedi, riparto, non faccio venti metri e mi ritrovo nuovamente sdraiato.
Rimesso in posizione verticale si decide per una sosta, dieci minuti per rimettere insieme le idee.
Ora si esce dal bosco, il fango è finito, inizia un tratto impegnativo di sassi smossi, sentierini che intersecano la traccia in attraversamento, qui mi sono decisamente ripreso, sia in salita che in discesa e arrivo sull'asfalto, dopo un po' arriva anche Carlo.
Prendiamo ora lo sterrato verso il Penice, un lungo tratto al sole, panoramico ma su cui non ti puoi distrarre, lunga traversata su pietre smosse fino a rientrare nel bosco dove il sentiero diviene più tranquillo, arriviamo ad uno spiazzo e decido per una sosta.
All'ombra si sta bene, poi arriva una coppia in cerca d'informazioni a cui Carlo dà  ampie risposte, dopo un 20' ripartiamo per fermarci al punto panoramico, la Val Trebbia si stende ai nostri piedi, Sotto la scarpta S. Maria e poi Bobbio da cui svetta il campanile, minuscolo.
"Andiamo a berci qualcosa al Penice!"
Non c'è molta gente, meno di 20 moto, bar all'ombra, oggi andiamo di tonica, una buona mezz'ora, aspettiamo che il caldo scemi un po'!
Alle 17 ci rimettiamo in marcia, si torna a casa!
Invece che spararci tutta strada, per andare verso Pecorara, c'infiliamo su una straducola parte in bitumenduro e parte in off verso Pianelli e Boschini per immetterci sulla SP. 34 dopo 5,6 km abbastanza divertenti, tra su e giù!
Arrivati al Passo Crocetta, abbandono l'idea di andare a incasinarci sul Monte Mosso, puntiamo decisamente su Pecorara.
Parto deciso con un passo sportiveggiante e Carlo dopo le 2 toniche è ben gasato, non sono riuscito a staccarlo! 11 km a 50 km/h di media mi sembra un bel andare!
Sosta a Pecorara, la vecchia Hostaria è stata rimodernata, ma le usanze di un tempo sono rimaste, un gruppo sta giocando a carte sulla veranda; ci sistemiamo e dissetiamo, quattro chiacchiere ma si deve anche ripartire, sono ormai le 18, siamo qui, non vuoi fare un salto alla fontana di Vallerenzo!?
C'è sempre qualcuno a riempire le bottiglie, tra una bottiglia e l'altra ne approffittiamo per dissetarci anche noi con quell'acqua bella fresca e scambiare 4 chiacciere sulla situazioe siccità.
Loro ripartono, un altro sorso e poi via anche noi, e ci infiliamo sulla mulattiera per Passo Ca' del Diavolo, bella e in qualche punto impegnativa.
Sono le 18:30 quando ci lanciamo sulla discesa fino a Pianello, alle 18:40 ci salutiamo, lui torna a Castel SG attraverso i vigneti invece io mi sparo i 35 km di asfalto fino a casa dove arrivo alle 20.
Ne è uscito proprio un bel giro nonostante la mia via crucis, ma ogni tanto devo tornare alle vecchie abitudini!
Non ci sono foto, forse qualche video prossimamente.

https://it.wikiloc.com/percorsi-moto-trail/14-08-2026-castel-sg-scaparina-pianello-v-t-279826088#comment_5330232