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IN MOTO CON LE XT - AFRIKA E DIARI DI BORDO => DIARIO DI BORDO => Discussione aperta da: giorgiojr il 04 Febbraio 2008, 00:01:31

Titolo: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 04 Febbraio 2008, 00:01:31
Ciao a tutti,
ecco il secondo capitolo di una storia iniziata qualche anno fa,
secondo capitolo perchè per me le Dune Bastarde fanno parte di un'unica esperienza di vita.

Nota: Purtroppo lavoro e famiglia non mi lasciano molto tempo per scrivere per cui
come per il racconto precedente cercherò di buttare giù qualche riga ogni giorno
e se vi annoia ditelo e la pianto immediatamente.
Giorgio.

PS: Come avrete notato ho tirato su il vecchio thread delle prime Dune Bastarde tanto per facilitare il percorso.
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 04 Febbraio 2008, 00:13:35
2 gennaio 2008.

Quattro anni e un giorno. Ritorno ad essere viaggiatore, si anche se ho in tasca il biglietto di ritorno
questo è un viaggio, è sempre un viaggio quando si cercano e spesso si trovano i propri limiti,
il tempo non conta. Quarantasette anni compiuti e le articolazioni a puttane ti fanno pensare...
però alla fine ci sono qui, alle sette del mattino del due gennaio su un molo battuto dal vento...
Mi manca il timore e l'entusiasmo della prima volta, come mancano Gallo, Valerio "Gaston",
Dario e Andrea compagni delle prime dune bastarde. Vabbè gli anni scorsi mancavo io...

Abbandonata la meccanica primordiale dell'XT e del TT decido per un DRZ del 2004,
un doppio salto carpiato nello spazio-tempo che promette potenza e magico bottone d'avviamento...
lo compro a novembre con le migliori intenzioni ma il lavoro non mi da tregua,
per cui sono qui sul molo con la meravigliosa esperienza di 30 km. di asfalto cittadino.

Non siamo più ragazzini (veramente neanche quattro anni fa) quindi, moto performanti,
organizzazione e niente lasciato al caso...

L'organizzazione di un raid africano è un affare estremamente serio e se non è curato
in ogni dettaglio comporta gravissimi rischi da evitare assolutamente:

La morte per fame
Recatevi al più vicino IPER e dotatevi innanzitutto di un certo numero salami
(i mussulmani non ve lo mangiano), un paio di chili di parmigiano (i mussulmani ve lo mangiano),
scatolette varie, pasta, sughi vari e pesto, buste di risotto al tartufo, zafferano e asparagi,
vino e superalcoolici in quantità (certi mussulmani bevono come spugne).
Integrate con torroni, baci di dama, pandolci alla genovese e tutto quanto avete risparmiato
nel banchetto di Natale.

La morte per malattia o incidente
Aggregate sempre al gruppo il vostro medico di famiglia, performante motociclista,
quando sarete sul punto del trapasso non vi negherà un paio di Optalidon e potrete andarvene
senza fastidiose emicranie, e se la vostra testa è sepolta in una duna, Optalidon in supposta!

La morte per fatica
Qui entra in gioco il primo dei due amici bergamaschi assolutamente necessari
per questo genere di viaggio (gli inglesi lo chiamano "trip") estremo che si rispetti.
Quando con la moto infilata dentro la duna maledirete la vita sedentaria vostra e
delle prossime generazioni ecco la visione (per gli inglesi è sempre "trip"):
non è l'arcangelo Gabriele, ma Fausto che cantando l'inno dell'Atalanta vi tira fuori
da quella sabbia che stava trasformandosi rapidamente in merXX.

La morte per abbandono
Nel deserto ci si va apposta per perdersi. Quando all'orizzonte c'è nient'altro che sabbia,
da tempo avete finito l'acqua, la moto vi va in riserva, vagate nel nulla senza punti di riferimento
e pensate di pisciare in una bottiglia (potrebbe servirvi)... qui si rivela tutta l'utilità
del secondo amico bergamasco: l'unico che sa leggere e interpretare un apparecchio GPS.
Pensavo  fosse una radio per le partite dell'Atalanta!

Ma torniamo al molo ventoso (ora sono le otto).

Con noi in attesa c'è un fighissimo gruppo tutti su GS1200 appena uscito dall'outlet BMW,
qualcuno sfoggia gomme tassellate (a quale scopo non si sa), poi arrivano due austriaci
con degli LC4 pieni di bauli con abbigliamento completo firmato KTM, il mondo è pieno di outlet.

Guardo me e i miei compagni, sembriamo proprio ciò che siamo: scappati da casa.


Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: camoscio il 04 Febbraio 2008, 11:27:39
vai giorgio Jr..sei tutti noi...
P.S.:non avevo solo l'optalidon...anche il contramal..il voltaren...ecc.. ve li siete mangiati tutti...!
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 04 Febbraio 2008, 14:03:16
Con noi in attesa c'è un fighissimo gruppo appena uscito dall'outlet BMW, qualcuno monta gomme tassellate (a quale scopo non si sa),
poi arrivano due austriaci con degli LC4 pieni di bauli con abbigliamento completo firmato KTM, il mondo è pieno di outlet.
Guardo me e i miei compagni, sembriamo proprio ciò che siamo: scappati da casa.
Ci sono mio fratello Sergio, che fugge le ire della terribile cognata,  Luca "le docteur" che lascia la Lilli in gramaglie ma si trascina
un sacchetto di 120 kili di baci di dama fatti a mano ripieni d'amore, Fausto, senza il quale tutto ciò non avrebbe senso,
Daniele solido come i monti della val Seriana e Michele "il fratellino" di Dario che lascia banca e famiglia,
tutti in cerca di un futuro migliore (almeno per queste due settimane).
Ehi! Ci sono anch'io. Ieri ho lasciato la Pinu e il piccolo a Roma e il figlio maggiore sono tre giorni che non lo sento, disperso ad un
capodanno di adolescenti sull'apennino; una famiglia dispersa ai quattro venti.

Il meglio dello styling lo diamo nel bagaglio: le nostre meravigliose mogli ci credono in missione umanitaria
così ci hanno riempito di borse stracolme di scarpe e vestiti fuori moda pensando di trasformarci da rudi avventurieri
in caritatevoli dame di San Vincenzo, con tutta quella roba sopra e in mezzo alle moto il nostro carrello è ridotto ad una discarica.
Ma cosa conta lo stile di fronte ai bambini scalzi. Le mogli hanno ragione da vendere.

Otto e trenta. La fila si muove e finalmente ci si imbarca.

Navigazione tranquilla, ne approfittiamo per cazzeggiare e inserire i waypoints nei GPS.
Sbarchiamo incredbilmente puntuali, io, Daniele e Michele in moto, gli altri sul Frontiera che si tira dietro il carrello,
l'accordo è "direzione Douz: ci si trova lungo la strada prima o poi".
Noi con le moto ci avventiamo come falchi sulla terribile dogana tunisina, memori di interminabili pratiche entriamo
ferocemente determinati in mezz'ora inanelliamo un dribbling ubriacante degno di Totti,
controllo passaporto – timbro - documenti moto – timbro  - controllo passaporto, cambio valuta – timbro - controllo
passaporto – alle dieci e trenta siamo in Africa.

Momento di angoscia: quelli in macchina si ricorderanno di prendermi due stecche di Camel al duty free?

Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 04 Febbraio 2008, 23:43:38
Tunisi-Douz

Ci buttiamo nella noia di 550 km. di asfalto a testa bassa, dopo esserci ricongiunti con gli altri,
in un paio d'ore siamo a Kairouan, è ora di pranzo:
ne fa le spese una povera "petite chevre" seppellita da una montagna di "pommes frites"
e digerita con l'aiuto di un bidone di Cocacola.
Mi sento un po' Tex Willer in uno sperduto Saloon lungo la pista.
La strada ricomincia, ai lati ulivi e case ricoperte di filari di ferocissimi peperoncini messi ad essiccare,
piccoli chott (laghetti salati) e ponti che attraversano uoed perennemente in secca.
Sergio mi da il cambio e per un ottantina di km. mi crogiolo nel tepore senza vento della macchina,
una incredibile compilation del dottore che va dalla Pausini ai Jefferson Airplane e Fausto
che mi mette di buon umore qualunque cosa dica, così solo per quell'accento così lontano da noi
genovesi con la nostra cantilena. A Skirra riprendo il DR, Daniele è avanti, prima di Gabes deviamo verso est,
contro il sole ormai basso vedo i crinali del djebel Tebarga, dopo 380 km. di asfalto mi viene voglia di puntarlo
e salire su in cima in mezzo alla polvere. Intanto ci siamo persi Daniele, sarà davanti?
dietro? forse non ha visto il bivio. Conoscendolo non ci preoccupiamo più di tanto e con Michele
continuiamo a macinare strada. Superiamo El Hamma, purtroppo cala il buio, mi piacerebbe rivedere
il piccolo cimitero vicino all'attacco della pipeline, intanto sfrecciamo sul fondo valle verso Kebili.
Ogni tanto mi si spegne l'anabbagliante del DR a tradimento, cazz... per fortuna l'abbagliante funziona,
pazienza... non c'è un gran traffico. Cerco di leggere le pietre miliari sull'altro lato della strada,
sfrecciano via troppo veloci.
40 km. a Kebili nello specchietto una luce accecante e un rombo che si fa vicino: Daniele mi sfila
passandomi 30 centimetri, normalmente lo manderei aff... ma sono troppo contento di averlo ritrovato.
Ultima valle prima di Kebili ci raggiungono anche i ragazzi in macchina, attraversiamo la città;
23 km. a Douz. Mi prende uno strano senso di euforia e commozione mentre attraverso gli ultimi villaggi,
ecco gli orrendi monumenti che preannunciano l'ingresso in città, rallento e al rombo del DR si mischiano
una miriade di suoni e musica, le strade sono affollate, l'aria odora di spezie, c'è qualche segno di modernità
che si ferma alle insegne dei negozi, ritrovo quel disordine caldo, amico, che mi ha fatto amare questo paese,
vado ancora più piano per gustarmi  il momento, con tutta calma infilo la strada che attraversa il palmeto,
ultimo kilometro prima del Saharienne il nostro mitico hotel, alzo gli occhi e tra le palme guardo il cielo,
grande, enorme. Per poco non mi allungo sulla porta dell'hotel.

(SEGUE)

Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: DarioTT il 04 Febbraio 2008, 23:50:56
ciao giorgiooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!

mamma mia! dune bastarde! mammamia mammamia!!!!! bellissimo! che ricordi....quante nottate a leggere e rileggere sognando l'afrika!
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: alberto59x il 05 Febbraio 2008, 19:42:26
Bravo Giò , scrivi davvero bene è bello leggere stè robe, vai avanti ti prego! :ok:
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 07 Febbraio 2008, 00:07:38
Chiedetemi se sono felice? Si, ma per poco.

Dopo cena si va sulla piazza del mercato a cercare Hedi.
Qui serve un piccolo flashback:
Avevo contattato Hedi dall'Italia per organizzare l'itinerario, fare i permessi (il Sahara a sud di
Bir Aouine è zona militare) e prenotare una guida con un pick-up 4x4  per portare bagagli,
benzina, ecc. Io con Hedi ho sempre avuto un ottimo rapporto e con il suo appoggio
ho organizzato diversi giri nei viaggi fatti con la famiglia.
Al contrario negli anni precedenti con i ragazzi, specialmente con il dottore ci sono stati vari problemi
soprattutto a livello caratteriale.
Per precauzione ci infiliamo nella bottega di Hedi solo io, Daniele e Michele, dopo i saluti
e la liturgia del te iniziamo a vedere con Hedi l'itinerario.
Il giro che avevamo studiato era quello dei quattro laghetti di El Borma da farsi da nord a sud
con un prologo impegnativo che passava per Tembaine, Ain Ouadette e Bir Aouine.
Hedi ci dice che i due laghetti, quelli sul confine algerino sono ormai asciutti, quindi ci propone di scendere
a El Borma e di arrivare a Bordj el Kadra seguendo il confine algerino. L'idea ci piace però a questo punto
chiamiamo il resto del gruppo per consultarci. Ok, approvato all'unanimità!
Anzi l'idea di confrontarci con dune formato Libia ci entusiasma oltre al fatto di raggiungere
un punto geografico estremo.

Passiamo al prezzo, qui la trattativa si ingarbuglia, forse per una mia incomprensione telefonica,
forse perché Hedi fa il furbo, ci chiede 2760 dinari che sono quasi 1700 euro, anche se alla nostra
richiesta applica un cambio più favorevole, 1400 euro.
Stiamo per accettare quando il clima si deteriora e diventa antipatico. Hedi ci da dei "pezzenti"
e ci chiede 200 dinari di sovrapprezzo per l'uso delle taniche.
Belin! Per quella cifra dovrebbe darcele piene di benzina.
A questo punto ce ne andiamo.
Ecco la mia meravigliosa organizzazione crollata come un castello di carte...
Pazienza, non ci perdiamo d'animo. Andiamo in cerca di un'altra guida e soprattutto di simpatia.
Arriviamo al camping in cerca di "Ronaldo" (chiamato così per l'impressionante somiglianza)
altra ottima guida conosciuta dai ragazzi lo scorso anno. "Ronaldo" è fuori ma parliamo con Ibrahim
il gestore del camping, l'aria è molto più respirabile e ci accordiamo per una cifra più umana,
parlando di Toyota e un abile driver.
Problema: i nostri permessi li ha Hedi, per i quali ci ha chiesto 360 dinari, un vero ricatto
(i permessi costano normalmente 18 dinari a testa, alla faccia del pagare il servizio).
Ingoieremo il rospo e lo digeriremo durante il sonno.

4 gennaio, giorno di preparazione.
Ci si sveglia di buon mattino, e così da sempre se sei con il dottore, lui alle sei è in piedi e
in piena efficienza. Io con il mio bioritmo da bradipo lo guardo a lungo, tra odio e ammirazione
attraverso le nebbie del dormiveglia, poi mi alzo per disperazione e mi avvio al cesso.
La prima sigaretta mi da un po' di sollievo e trovo la forza di bere il caffè.

Alle 9 abbiamo appuntamento con la guida al camping. Ci dividiamo, un gruppo a fare la spesa,
io e Daniele a risolvere la questione permessi da Hedi (siamo i prescelti per prendercelo in c...).
Al camping fissiamo l'itinerario e il meraviglioso Toyota si è già trasformato in una vetusta Mazda verde.
La parola d'ordine diventa "insciallah!" (se Dio lo vuole!).

Il programma pomeridiano prevede un giro fino al Cafè du desert (35 km. da Douz) per provare noi stessi e le moto.
Finalmente si comincia!

Ci buttiamo rabbiosi fuori dal Saharienne e ci mangiamo i 6 km. di asfalto che ci portano a El Sabria
(qui nel 2003 abbiamo visto partire la Dakar).

Scatta in testa il dottore seguito dal Supertenerè io mi tengo nelle posizioni di rincalzo.
La pista nel primo tratto è larga come un aeroporto, toule ondula e canaloni di sabbia,
per stare in piedi bisogna aprire a manetta, stare in piedi sulle pedane e scordarsi cosa sia la paura.

(SEGUE)

Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 08 Febbraio 2008, 00:38:34
Finalmente il deserto! Cominciamo subito ad esibire uno dei nostri migliori talenti: perderci.
Nonostante negli anni ognuno di noi abbia percorso quella pista almeno una decina di volte,
il dottore sempre in testa al gruppo imbocca una pista laterale e noi tutti come fanno le
oche lo seguiamo ciecamente.
Dopo mezz'ora di pista ci troviamo in una zona di dune, consultiamo il GPS-radiosveglia
e siamo fuori di 18 km. Poco male le dune sono belle e anche discretamente alte (8-10 metri),
la sabbia grazie alle piogge della settimana precedente è compatta, un vero piacere,
giochiamo come bambini sugli scivoli, naturalmente essendo il più anziano ci tengo ad essere
il primo a sdraiarmi su una duna di 50 cm.
A parte questo il DR mi tira su come una bestia e ci prendo davvero gusto, scavallo rampe di 10 metri
come bere un bicchier d'acqua. Niente a che vedere con il calvario delle prime Dune Bastarde.
Che sia improvvisamente diventato un manico? Credo che la risposta sia nelle Showa del DR,
rispetto alla ciclistica della vecchia "volpe" sono su un altro pianeta.
L'unico in difficoltà mi sembra Michele che inizia a insabbiarsi e a cadere con una certa continuità.
Si va avanti per un'oretta e intanto andiamo a riprendere la pista.
Con nostra grande sorpresa ci vediamo piombare addosso una dozzina di adolescenti autoctoni
in sella a delle rombanti MBK 50 di almeno vent'anni fa.
Li guardiamo straniti, alcuni hanno al posto del faro una specie di lampara, vanno a caccia di conigli
e ci spiegano una singolare tecnica: nottetempo si immobilizza il povero coniglio abbagliandolo
con la lampara, si mette l'MBK sul cavalletto lasciandolo acceso e si va ad assassinare
il malcapitato animale prendendolo a calci. Non ci posso credere!
Mio figlio piccolo si metterebbe a piangere per una settimana.

Riprendiamo la pista e a un certo punto Michele mi da un passatone, splendido salta staccando
le due ruote in pose plastiche. Forse la storia dei conigli lo ha "regagito", ma ecco che
dopo neanche cento metri alla duna successiva si esibisce nel rito più tradizionale e amato da noi tutti:
il mitico, ineguagliabile "facciatone alla Gaston"!
Permettemi di aprire una parentesi storica per chiarirvi questa antica liturgia che ha avuto il più grande
interprete nel nostro insostituibile amico Valerio, in arte "Gaston", maestro di tutti noi.
Il "facciatone consiste nel piantarsi abilmente con l'anteriore in una duna non più alta di 30 centimetri
e staccarsi con grazia dalla sella e compiere un volo ruotando di almeno 180° in modo da atterrare sulla testa
e ribaltarsi più volte per terra (meglio se in presenza di sassi assassini sotto la sabbia) riportando traumi
più o meno gravi. Oggi abbiamo trovato un nuovo grande interprete e finalmente abbiamo una nuova storia
da raccontare ai nostri bambini per farli addormentare in allegria.
Mi fermo e Michele rantola dal dolore visibilmente rincoglioXXito dalla botta, per prima cosa gli urlo "come ti chiami?"
Alla risposta sussurata mi tranquillizzo un po', arriva anche Sergio e lo adagiamo sulla sabbia.
Dove sta il dottore? Belin è avanti.

Consiglio: verificate che il vostro medico di famiglia non sia così performante come il nostro in modo
da arrancare sempre nelle retrovie ed intervenire in caso di bisogno.

Dopo un quarto d'ora rialziamo Michele e troviamo gli altri un paio di chilometri avanti.
La botta è stata dura, respira con dolore, il dottore attiva la supervista a raggi X e diagnostica
una possibile costola incrinata.
Si torna lentamente a Douz e io mi sogno il mio cafè noir seduto all'ombra di una tenda berbera.


(SEGUE)

Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 09 Febbraio 2008, 00:33:01
La sera la faccia di Michele riprende colore anche per merito di una luculliana
e piccantissima (nel senso di peperoncino, per la f... non siamo portati) cena
al restaurant La Rosa, poi tutti in albergo, un'oretta di chiacchere (si rievocano
i precedenti facciatoni e si commenta quello odierno) e poi a letto che domani si parte.

Puntuali si presentano al Saharienne guida e autista sulla Mazda che guardiamo
con sempre più diffidenza, si caricano i bagagli e si va al camping a prendere il
permesso per le guide.

Notizie orribili: il governatorato ha sospeso la concessione dei permessi a causa
del temporaneo sequestro di due gruppi di italiani da parte dei militari algerini
che avevano sconfinato
.
Disperazione, incredulità e bestemmioni, poi parliamo con uno dei sequestrati
e dobbiamo arrenderci all'evidenza.
Riorganizziamo l'itinerario per la terza volta per stare a nord di Bir Aouine.

Verso mezzogiorno con il morale a terra ci avviamo verso il Sahara destinazione
Cafè du Park e successivamente Tembaine.
Prendiamo una variante della pista di El Bibene (la classica Douz-Ksar Ghilane)
verso il Cafè du Park e piano piano ci ritorna un po' di morale, tanto che a un certo
punto sbagliamo l'incrocio con la pista principale inseguiti dalla Mazda.
Ci si ferma per un consulto: Luca, Daniele e Michele proseguono, io Sergio e Fausto
torniamo sulla pista.
Amour, il nostro driver si produce in una insana retromarcia da strike, peccato che il birillo
sia il Supertenerè. Risultato: leva piegata e Fausto recita un rosario dell'alta Val Seriana.

Si arriva al Cafè du Park e dei "navigatori" delle dune nessuna traccia. Dopo una decina di
minuti si profilano sull'orizzonte, guidano in piedi in bello stile, apprezziamo lo spettacolo
compiaciuti: "però guarda come sono bravi!", non solo li additiamo anche agli altri avventori.
La regola dice che fino all'ultimo si deve stare zitti, infatti di colpo ci sparisce il dottore
con la faccia nella sabbia. Facciamo finta di niente, ordiniamo caffè e Cocacola.

La speranza è l'ultima a morire.
Alì la seconda guida piazza la sua proposta indecente: tirare giù verso El Borma – Bordj el Kadra
ripristinando l'itinerario numero due.
"Ogni uomo ha il suo prezzo" tanto più in mezzo al deserto.
Falsifichiamo i nostri permessi aggiungendoci a penna i nomi delle guide e concordiamo una cifra
per corrompere i militari dei posti di controllo. Con la coscienza sporca e il cuore leggero cambiamo
direzione, stasera ci aspetta un tuffo nella calda pozza di Ksar Ghilane. 

Facciatona di Sergio: unico testimone il suo naso che sanguina in abbondanza, peccato averderlo
doveva essere un volo da albo d'oro.

Superiamo di slancio le dune del Bibene poi poco prima dell'oasi deviazione al fortino: meraviglia!
Il DR mi porta su egregiamente dove il vecchio XT non ne voleva sapere come un mulo impuntato.
Dall'altura del fortino contempliamo il tramonto sulle dune bastarde, la sabbia si fa color mattone...
ci aspetta la pozza calda... tagliamo fuori pista per gli ultimi 3 chilometri, dune impegnative e divertenti...
all'ultimo chilometro in un punto senza nessuna apparente difficoltà mi insabbio di brutto... caz.. gli altri
sono avanti, provo a smuovere il DR ma la sabbia arriva al portatarga.
La finissima sabbia di Ksar Ghilane quando è bagnata si trasforma in una specie di cemento di pronta
capace di immobilizzare nei secoli uomo, animale e mezzo, in particolare il mio.
Con santa pazienza comincio a scavare, libero la ruota dietro, metto in moto e provo a partire.
Rimango inchiodato e il DR va ancora più a fondo.
Sta arrivando il buio e mi rifiuto di entrare a piedi nell'oasi a farmi prendere per il culo da beduini e camperisti.
Provo a tirare su la ruota davanti per ribaltare la moto su se stessa, mi spacco la schiena e le braccia senza risultato.
Comincio a rassegnarmi alle prese per il culo quando sento un motore che si avvicina, salgo sulla duna
e vedo Sergio che sta arrivando, sospiro di sollievo, salvo!

Lungo bagno ristoratore, freddo glaciale all'uscita dall'acqua, cena e uno sguardo al cielo,
porc... è nuvolo, neanche una stella.

(SEGUE)

Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: motardinho il 09 Febbraio 2008, 20:27:06

Il fratellino, quasi quarantenne, che sta aggiungendo questa nota, è il più giovane e il più scoppiato della compagnia, comunque visto che per salire alla ribalta di "dune bastarde" bisogna prendere delle facciate io mi sono impegnato parecchio, Mi fermo non voglio fare quello che rovina i finali.
[/quote]
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: camoscio il 09 Febbraio 2008, 21:59:23
ciao michelino ..fratellino...come va il torace?ancora male?
sembra che giorgio jr ricordi perfettamente tutto..anche quel mio facciatone nei pressi del cafe' du parc...ma io nego...nego tutto...faccio come alekosd..che quando eravamo ad ain ouadette ha affermato:-il mio manubrio non ha mai conosciuto la sabbia..!-e...poi... alla ripartenza ouch...facciatone in agguato..
saluti a tutti gli africani,a tutti quelli che sognano di diventare tali,ma,soprattutto a quelli che in testa hanno di ritornare....
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: Alekosd il 10 Febbraio 2008, 00:10:05
Citazione di: camoscio il 09 Febbraio 2008, 21:59:23
.ma io nego...nego tutto...faccio come alekosd..che quando eravamo ad ain ouadette ha affermato:-il mio manubrio non ha mai conosciuto la sabbia..!-e...poi... alla ripartenza ouch...facciatone in agguato..

uè manco un an attimo (oddio, una settimana...) e la storia è appena cominciata! non vedo l'ora di vedere come va avanti.

:dubbio: Caro il mio camoscio d'oro, sembra che sia diventato un tuo incubo!  #risatona#.  non pensi altro che a me  hahaha Ma che ti avrò fatto mai!  hahaha
Ora per giustificari i tuoi tonfi, e con quella gazzella poi, te al prendi con le mie UNICHE 3 cadute in 23 giorni!  prrrrrrrr
....tanto ho pure i testimoni  :ciapa:
#friends# #friends# #friends#
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: motardinho il 10 Febbraio 2008, 09:59:33
Citazione di: camoscio il 09 Febbraio 2008, 21:59:23
ciao michelino ..fratellino...come va il torace?ancora male?


Ciao dutur, grazie dell'interessamento, il torace va bene, ormai riesco anche ad affrontare l'idea di dover starnutire. Giorgio mi farà avere un cd di foto, sono le stesse che hai tu?
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: camoscio il 10 Febbraio 2008, 10:25:01
ehi alekosd.. non te la prendere...si fa solo x scherzare...noi genovesi siamo fatti un po' così,viviamo solo x il menaggio...
Sarei felice di averti come compagno di viaggio al prossimo tour Africano...d'altro canto "er gruppo è er gruppo!"
saluti affettuosi
camoscio d'oro(come dici tu!)
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: gianka il 10 Febbraio 2008, 10:59:33
non vedo l'ora di leggere il seguito perchè l'avventura è interessante oltre che divertentissima clap :riez:
e poi il fatto di avere un drz mi fa sentire molto orgoglione (basta che poi non salti fuori che hai grippato :miii:)
......
:ok: :ok:
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 13 Febbraio 2008, 18:06:10
Ciao a tutti,
purtroppo ho una settimana di lavoro durissimo e per qualche giorno non potrò scrivere,
non perdete la fiducia.
Per consolarvi guardatevi questo filmatino e ditemi che ne pensate.

www.youtube.com/giorgiojr60

Giorgio.
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: Alekosd il 13 Febbraio 2008, 20:51:38
Siiiiiiiiiii! le vere dune bastarde!  :ok:

queste sono invece quelle tranquille in Libia... nà passegiata a confronto (non lo dire a uno che conosco, è volato oltre la cresta e s'è rotto...)
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: camoscio il 13 Febbraio 2008, 21:21:39
ciao alekosd complimenti x gli splendidi filmati libici..poter rivedere quelle splendide dune resta sempre una emozione impagabile.Qualcuno sul forum non ricordava i nomi dei laghetti sopra Germa..dovrebbero essere se la memoria non m'inganna Gabroun e Mandara'
saluti a tutti gli Africani
camoscio
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: Alekosd il 13 Febbraio 2008, 23:03:35
Citazione di: camoscio il 13 Febbraio 2008, 21:21:39
ciao alekosd complimenti x gli splendidi filmati libici..poter rivedere quelle splendide dune resta sempre una emozione impagabile.Qualcuno sul forum non ricordava i nomi dei laghetti sopra Germa..dovrebbero essere se la memoria non m'inganna Gabroun e Mandara'
saluti a tutti gli Africani
camoscio

si, mi pare che fossero loro. Pensa che non li ho visti grazie all'agenzia che mi ci ha portato :contrar: una gestione del gruppo ENORME ("ci sarà qualche macchina" dicevano, eravamo 44 persone, 2 camper, 12 auto, e pure i turisti a piedi su auto di autisti locali) a dir poco imbarazzante....


Aspettiamo la novella di giorgio
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: AndreaC il 13 Febbraio 2008, 23:29:24
Citazione di: giorgiojr il 13 Febbraio 2008, 18:06:10
Ciao a tutti,
purtroppo ho una settimana di lavoro durissimo e per qualche giorno non potrò scrivere,
non perdete la fiducia.
Per consolarvi guardatevi questo filmatino e ditemi che ne pensate.

www.youtube.com/giorgiojr60

Giorgio.

Hei giorgio ma il fimato è fatto a bordo della volpe!?  :o
:bye: :bye:
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 13 Febbraio 2008, 23:35:36
Ciao Andrea,
no dall'LC8 di Daniele.

Ora per tenervi svegli vi faccio un test.
A quale moto appartiene questa traccia?

Ora vado a fumarmi una Camel, tra dieci minuti vi do la risposta,
intanto scrivete.

Giorgio.

Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 13 Febbraio 2008, 23:51:10
Vergogna, tra di voi non ci sono veri "africani",
la risposta esatta è ...
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: Alekosd il 15 Febbraio 2008, 01:57:07
maddì, è un desert!
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 28 Febbraio 2008, 22:41:41
Scusate il silenzio, ma tra lavoro e settimana bianca sono stati giorni convulsi,
comunque ricomincia l'avventura.
Ciao, Giorgio.
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 28 Febbraio 2008, 22:53:14
Giorno due
Si riparte di buon mattino, usciamo dall'oasi destinazione El Borma,
imbocchiamo una pista a sud-est che ci porta sotto il grande cordone
di dune che delimita l'erg.  I ragazzi fremono alla vista delle zemlet
per cui ci dividiamo: Luca, Fausto, Sergio e Daniele decidono di giocare
sulla sabbia, io e Michele,ancora dolorante, preferiamo seguire la mazda
sulla pista, appuntamento alla fine delle dune.
Maciniamo qualche chilometro dietro la mazda attraverso campi di dunette,
Michele si sdraia un paio di volte, si va lenti e si comincia a sentire il caldo.
Se non voglio sciogliermi devo eliminare almeno un paio di strati di vestiario,
per cui, raggiunto un tratto di piattone mi fermo e faccio segno a Michele
e alla mazda di proseguire.
Ho voglia di una pausa, mi tolgo il pile bevo e mi accendo una Camel.
Un sorso d'acqua e riparto vedo la mazda verde sull'orizzonte e decido
di tagliare fuoripista. Il terreno cambia, avallamenti e dunette, non perdo di vista
il punto verde della mazda. Ci arrivo dopo un quarto d'ora e ... caXXo!
Il punto verde è una grossa macchia di arbusti. Ecco perché non faceva polvere.
Scomodo d'istinto un buon numero di santi.

Solo nel deserto, non devo farmi prendere dal panico, all'orizzonte il nulla.
Respiro profondo e faccio un rapido esame delle mie risorse: un GPS che non so usare,
un cellulare senza campo, quasi un litro d'acqua, circa cinque litri di benzina,
che fuoristrada non sono molti, per fortuna ho ancora una quindicina di Camel.
Non mi resta che andare avanti.

Mantengo le dune sulla destra e mi muovo avanti a sinistra, prima o poi dovrei
incrociare la pista. Non devo cadere ne insabbiarmi, tiro avanti una mezz'ora
della pista nessuna traccia.
Devo stare calmo e non perdere i riferimenti, la duna che ora vedo a sei/sette chilometri
(almeno così credo) descrive un ampio semicerchio verso est, forse mi sto allontanando
troppo e forse ho incrociato la pista e non me ne sono accorto.
Devo capire dove cavolo finisce questo maledetto cordone.
Decido di riportarmi sotto le dune per seguirle fino in fondo. In dieci minuti attraverso
una serie di vallette pietrose e mi riporto sotto, incontro qualche segno di presenza,
braci e merde di cammello, forse prima o poi incontro qualcuno. Ho caldo e sto sudando,
faccio fuori un altro sorso d'acqua, ormai sono a meno di mezzo litro,
anche la benzina mi preoccupa, il terreno è sempre più sabbioso e infido,
la montagna di sabbia è sempre al mio fianco e non ne vuol sapere di finire. Avanti ancora.
Una ventina di minuti, il contachilometri mi dice che da quando ho perso la mazda ne
ho fatto quasi quaranta.
Sono stanco, risalgo su dall'ennesima valletta e mi fermo, magari funziona il cellulare,
magari riesco ad interpretare il GPS.
Metto il DRZ sul cavalletto e mi tolgo il casco intriso di sudore. Musica!
Dietro di me sento le note celestiali di un motore, venti secondi dopo ecco i ragazzi.
Un tuffo al cuore dalla gioia, accendo una Camel con nonchalanche e cerco di assumere
l'aria tranquilla di chi si incontra alla solita ora nella piazza del paese.
"Anche voi da queste parti?" "Come perso! So perfettamente dove mi trovo! Voi piuttosto ...
per fortuna vi ho trovati!"
Sarebbe bellissimo ... ma era più di mezz'ora che mi seguivano nel mio delirante girovagare ...
giuro a me stesso: mai più un'auto appoggio verde.

Si riparte in gruppo e andiamo veloci verso l'appuntamento. Dopo un po' troviamo anche
la pista ancora una ventina di chilometri e siamo alla fine delle dune.
Di Michele e della mazda maledettamente verde ancora nulla.
Ci fermiamo e aspettiamo una mezz'ora sicuramente sono tornati indietro a cercarmi
e hanno perso tempo.
Si decide di andare avanti dopo aver lasciato un laconico messaggio scritto su uno
scontrino della Coop in mezzo alla pista. Tre chilometri e il DRZ comicia a scodare
come un pesce preso all'amo: posteriore bucata. Smontiamo la gomma in mezzo alla sabbia
e ci accorgiamo di avere con noi solo camere d'aria da 21 ... ci guardiamo scoraggiati
nel mentre una nuvola di polvere si alza all'orizzonte, vuoi vedere che ci va di c... un'altra volta.
La macchia verde questa volta non è un fottuto cespuglio ma la mazda con dietro Michele,
camere d'aria da 18, cibo e acqua. Rimettiamo su la gomma e mangiamo qualcosa,
Alì e Amour mi offrono a tradimento un panino col tonno grondante di arissa,
papille rase al suolo e ripartiamo.
Poco dopo sbuchiamo sul piattone e incrociamo la pipeline, sarà per l'effetto fuoco che mi devasta
ancora la lingua decido di dare gas e lasciar sfogare i tutti i cavalli del DRZ, il dottore, sempre competitivo
mi segue come il fulmine. Peccato, abbiamo preso la direzione sbagliata, vediamo gli altri fermi a qualche
chilometro che ci fanno segni inequivocabili, mesti si ritorna in gruppo.

Evitiamo il posto di controllo di Kamour e risparmiamo una tangente.
La pipeline scorre veloce sotto le nostre ruote, mancano pochi chilometri alla deviazione per El Borma.
Il Supertenerè decide di averne abbastanza e si ferma in mezzo alla pista ...
recitazione collettiva dell'enesimo rosario propiziatorio.
Problema al limite della comprensione umana: tutto regolare fino a che infili la marcia ... poi il motore gira a uno. 
El Borma diventa un miraggio. Decidiamo di fermarci al Sohatram Camp proprio al bivio per El Borma,
io e Daniele scortiamo Fausto per gli ultimi cinque chilometri spingendolo con il piede sul silenziatore.

Il Sohatram Camp consiste in un piccolo edificio tipo prigione del New Mexico, con due stanze
e uno sgabuzzino a disposizione dei camionisti della Sohatram (la società petrolifera tunisina),
per fortuna non c'è nessuno ed è a nostra disposizione.
Dobbiamo muoverci, tra meno di un'ora sarà buio e bisogna capire cosa è successo al Supertenerè,
altrimenti per Fausto il viaggio è finito. Il problema non può essere che elettrico, Daniele e Fausto
si mettono all'opera e in capo a dieci minuti il Supertenerè è ridotto alllo scheletro, io e il dottore
organizziamo l'aperitivo immolando un metro di salame e un chiletto di toma delle valli bergamasche,
nel dubbio per cena decidiamo un menù antidepressione. Finalmente si scopre un cavo tranciato,
un po' di nastro e il Supertenerè sembra un orologio svizzero.
Si rimonta il tutto e ci si gode l'aperitivo con il cuore leggero.

Cuor leggero e stomaco di piombo: pasta all'amatriciana, risotto al tartufo per Fausto
e tonno cipolle e fagioli per tutti. Naturalmente ci si va giù pesante anche con l'alcool,
muoiono tre bottiglie ed anche la scorta di rhum rimane seriamente offesa.

(SEGUE)

Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 28 Febbraio 2008, 23:09:22
Giorno tre
Ci avviamo sulla pipeline e dopo qualche chilometro Sergio ha l'anteriore a terra.
Smontiamo la ruota e ci accorgiamo che il tappo è avvitato sul fermacopertone ...
Una preghiera al cielo e nel dubbio cambiamo la camera d'aria.

La pipeline è piena di sabbia con solchi enormi, non riesco a guidare, il DRZ va
dove cavolo gli pare, volo su un dosso e prendo il mio primo facciatone alla Gaston
(non potevo certo esimermi dalla tradizione), rimango per tre minuti a terra senza fiato,
faccio un lento check-up, le gambe si muovono, il respiro si regolarizza,
al fianco e alla spalla destra dolore incommensurabile. Il dottore naturalmente è avanti,
come uno zombie rialzo la moto, mi tolgo il casco e mi accendo una Camel analgesica,
il dottore sta tornando indietro a cercarmi.
Mi rimetto in sella e patisco orrendamente fino a El Borma anche perché lo sterzo del DRZ
risponde sempre peggio, non riesco a girare. Corrompiamo i militari di El Borma e passiamo,
qui funziona il cellulare, chiamo la Pinu e fingo di stare benissimo.
Mi guardo intorno, dune altissime e paesaggio devastato. Chiazze di fanghiglia nera, intrecci di tubi,
odori mefitici. Un posto di merXX ma c'è il benzinaio.
Tiriamo a sud e usciamo dalla zona petrolifera, pista a traccioni e patisco maledettamente,
il DRZ va solo dritto, un altro paio di facciate senza conseguenze. Daniele mi ferma e mi sgonfia l'anteriore
che stava sui 2 e 2.
Miracolo! Il DRZ si trasforma, prendo i traccioni a 80/90 all'ora e l'anteriore va dove voglio io!
Finalmente è un piacere.
La pista corre tra dune enormi che formano larghe vallate ed è ben visibile, la sabbia è compatta e invitante
mi sparo qualche chilometro di duna schietta, grande divertimento. Non vedo più la mazda,
è il momento di rientrare, mi butto giù da un discesone da vertigine e l'anteriore affonda fin
sopra il mozzo: ho imparato a volare? L'atteraggio per fortuna è morbido, tiro su il DRZ,
spingo il magico bottone rosso e ... nulla. Sparo al cielo un'omelia, il bottone è pieno di sabbia bagnata,
lo pulisco come posso mentre Daniele e Fausto sfacciano sulla pista 50 metri sotto.
Urlo come un pazzo, mi agito ma tirano dritti, non mi hanno visto. Tento la messa in moto a pedale
ma riesco solo a farmi male al ginocchio, attimo di depressione. Prendo a pugni il bottoncino e il motore
ha un sussulto, glielo meno ancora un po' e il DRZ riprende vita. Scendo la duna con cautela e riprendo la pista.
Il nostro obiettivo è Chewiche, ottanta chilometri a sud di El Borma. Una volta tanto siamo in orario.
Momento ludico: sulla sinistra c'è una zemlet enorme, altissima, i ragazzi hanno voglia di giocare e persino Michele,
dopo molte titubanze, si lancia alla ventura. Li seguo con lo sguardo per nulla invidioso e sto fermo
sulla pista con Amour e Alì a condividere tonno (niente arissa) e Camel.
Sulla duna si inscena una specie di circo, alla vista i ragazzi sono dei puntini, sembrano mosche ronzanti
su un enorme cumulo di merXX. Cadono, si insabbiano, salgono, scendono, che faccio?
Mi accendo un'altra Camel disteso sulla sabbia. Momento idilliaco. Purtroppo non dura, venti minuti e
tornano col sorriso stampato e sabbia dappertutto. Valli sempre più larghe e dune sempre più grandi,
salite da quarta piena e discese da manetta aperta, altro che le maledette, faticose dunette bastarde
di Ksar Ghilane e dintorni. Rimango un po' indietro per godermi il paesaggio, chiedetemi se sono felice?
Si.

Scavallo e mi butto in discesa a tutto gas in una valletta, di sotto vedo Daniele e Sergio che stranamente
viene in senso contrario, ci sono due tizi in perfetta tenuta da jogging che corrono attraverso la valle:
che caXXo ci fanno qui? Li sta guardando anche Sergio mentre piega verso il centro della pista.
In un decimo di secondo sono a meno di venti metri da Sergio in perfetta rotta di collisione ... merXX!
Sto andando a 90 all'ora e se freno mi amazzo. Tento il tutto per tutto e cerco di schivarlo, non è abbastanza.
Gli centro l'anteriore, lasciando la gamba tra la sua ruota e il DRZ, rimango in piedi ma lo tiro giù come un birillo.
Belin che botta! I due podisti e Daniele assistono increduli, siamo in un deserto!
Per fortuna solo traumi di lieve entità.
Ancora una duna e siamo Chewiche. I podisti ci passano vicino ridacchiando di ottimo umore,
ovunque dispensiamo felicità.

Chewiche è un piccolo agglomerato di containers piantati nel niente, e un avamposto militare con un fortino che
sembra balzato fuori dalle pagine di Topolino, intorno grandi chiazze nere e grovigli di tubi, poco lontano
una grande fiamma di sfiato che ruggisce come un drago con la diarrea. Un buon mix tra "base artica zebra"
e il "deserto dei tartari".
Alì e Amour rassicurandoci vanno a chiedere ospitalità al comandante del campo e ci dicono di aspettare.
Ci stravacchiamo per terra e tutti vengono a vederci, compresi i militari su un improbabile facsimile di Hummer.
Siamo una novità e tutti sono gentili e ci dicono cose che non capiamo, spostano addirittura un auto per farci
mettere le moto sotto una tettoia. Attendiamo, fiduciosi di letto vero per la notte, il pavimento del Sohatram Camp
ha lasciato il segno sulle nostre vecchie ossa.
Dove cavolo sono finiti quei due? Il sole sparisce dietro le dune, Alì e Amour ritornano con cattive notizie,
dobbiamo montare le tende. caXXo, non potevano dirlo subito? Ora non ci si vede un tubo, ci posizioniamo
a ridosso di un container, giriamo la mazda e accendiamo i fari, innalzando preghiere al cielo e ci mettiamo all'opera,
uno dei beduini petroliferi mosso a pietà tira una prolunga e ci appende una plafoniera da bagno: meraviglia ci si vede.
Il Signore ascolta le sue pecorelle in difficoltà e subito ci invia un segno inequivocabile: comincia a piovere copiosamente.
Finiamo il montaggio tra canti liturgici sempre più accorati e ci rifugiamo sotto la tettoia già fradici.
Contempliamo il nostro lavoro, le tende stanno su per miracolo manifesto, quindi decidiamo di gratificarci.
Troviamo una tavola che mettiamo come un altare sulle selle di due moto e compiamo l'ennesimo sacrificio:
vittima un pregiato salame del suocero di Daniele e un quarto di toma delle valli.
Continua a venire giù acqua, e la nostra reazione è immediata: stappiamo un paio di bottiglie e diamo fondo
a quattro o cinque scatole di tonno. Diventiamo leggermente più ottimisti. I beduini petroliferi ci vengono a
chiamare per la cena. Non ci tiriamo indietro e da veri professionisti sicuri di noi stessi entriamo nel container-mensa.
Primo, secondo, frutta e caffè. Ci portiamo avanti, ordiniamo anche la colazione per la mattina,
fuori la pioggia continua incessante.
Party sotto la tettoia, whisky 12 anni e rhum pregiato.
Arriva Alì e con fare circospetto si vuota un mezzo bicchiere di alcool e si nasconde dietro le moto
per non essere scoperto da Amour che invece è un uomo pio, si uniscono anche i beduini petroliferi,
le nostre scorte subiscono un duro colpo alla faccia del profeta. Entriamo nelle tende traballanti,
ingombre di bagagli bagnati, con fatica riesco a infilarmi nel sacco a pelo, non sarà una  buona notte.
Infatti la pioggia aumenta e intorno alle tende inizia una furibonda lite tra cani randagi.
Comincio ad urlare insulti feroci contro le maledette bestie, è evidente, non capiscono l'italiano,
provo con l'inglese intimandogli un perentorio "go out!". Daniele esce e li affronta minacciandoli
con le ciabatte, tutto inutile, i maledetti se ne fottono e continuano a pestarsi. Salta anche la lampadina.
Non so come riesco a dormire un po'.
Alle sei crolla la tenda di Sergio e Luca, Michele mi sveglia, i sacchi a pelo sono zuppi d'acqua gelata.
Usciamo dalle tende sotto il diluvio e ci infiliamo sotto la tettoia.
Apre il container-mensa, finalmente caffè caldo, pane e marmellata.
Torniamo sotto la tettoia e guardiamo il cielo con odio, viene giù a catini. Alcuni degli ospiti della serata
ci offrono baguette fragranti e yogurt freschi.
Arrivano i militari, altre brutte notizie: gli algerini continuano le loro scorribande e ci viene proibito di proseguire.
merXX, addio Bordj el Kadra. Che caXXo ci facciamo in questo buco di culo del mondo?
Piove un po' meno, carichiamo i bagagli e le tende, il tutto intriso d'acqua e di sabbia. Torniamo a El Borma.

Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 29 Febbraio 2008, 20:01:20
Giorno quattro
Morale a terra. Ci diamo appuntamento con Alì e Amour a El Borma, la pioggia ora è fitta e sottile,
la mia tuta "diluvio"rossa che aveva suscitato ilarità è oggetto di grande invidia.
La sabbia bagnata è una meraviglia, così ci buttiamo fuori pista, viaggiamo in cresta a zemlet giganti,
Daniele in testa dietro io e Michele, gli altri seguono. Daniele scavalla una cresta e lo vedo sparire
nel nulla, mi fermo appena in tempo, sotto c'è un baratro verticale di almeno quindici metri.
Alzo il braccio, Michele frena e va giù lentamente, stanno arrivando gli altri, Fausto, Luca e Sergio per ultimo.
Ok, mi hanno visto, mi butto e raggiungo Daniele e Michele fermi un po' più avanti. Aspettiamo.
Non si vedono, torniamo indietro, la moto di Sergio è a terra sotto il muro di sabbia.
Occhiali appannati, non ha visto il mio segnale e ha scavallato il crinale in una bella quarta piena, risultato:
si trasforma in emulo diTravis Pastrana, anteriore piantata, e un paio di costole incrinate, così diagnostica
il dottore (comincio a credere abbia i poteri di Superpippo).
Ritorniamo alla pista mentre la pioggia sta aumentando, per Sergio è un calvario, dolore ad ogni buca e
brividi di freddo, lo costringo a mettere i miei occhiali e la mia giacca antipioggia.
Raggiungiamo El Borma e ci ripariamo sotto il portico del benzinaio, frugale spuntino con barrette per celiaci
e un po' di riposo. Decidiamo di rifugiarci di nuovo al Sohatram Camp, almeno per stanotte ci serve un vero
tetto sopra la testa.
Fausto lancia l'idea di fare un'escursione al primo laghetto sopra El Borma. Aderiscono Luca e Daniele.
Arriva la mazda e si riparte, ci lasciamo con gli escursionisti dopo una decina di chilometri, io seguo il treno ospedale.
Per fortuna con le pioggie torrenziali la pipeline è più potabile e poi ho ancora l'anteriore sgonfia, penso:
meglio bucare ... forse che facciate ... sicure.
Smette di piovere e spunta anche il sole, arriviamo al Sohatram Camp.
Preparo un giaciglio per Sergio, anche Michele è distrutto, scarico la mazda e ripulisco le stanze
che sono probabilmente state invase da qualche pastore con relativo bestiame, i segni sono inequivocabili.
Scarico la mazda, predispongo la cucina, metto ad asciugare sacchi a pelo e masserizie varie,
poi mi prendo una mezz'ora di meritato cazzeggio. Arrivano gli escursionisti soddisfatti,
il dottore si prende cura dei malati, io, Daniele e Fausto delle moto, anche loro hanno avuto giornate difficili.

(SEGUE)

Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: motardinho il 29 Febbraio 2008, 22:56:49
Citazione di: giorgiojr il 28 Febbraio 2008, 22:53:14
Giorno due

Maciniamo qualche chilometro dietro la mazda attraverso campi di dunette,
Michele si sdraia un paio di volte, si va lenti e si comincia a sentire il caldo.
Se non voglio sciogliermi devo eliminare almeno un paio di strati di vestiario,
per cui, raggiunto un tratto di piattone mi fermo e faccio segno a Michele
e alla mazda di proseguire.
Ho voglia di una pausa, mi tolgo il pile bevo e mi accendo una Camel.
Un sorso d’acqua e riparto vedo la mazda verde sull’orizzonte e decido
di tagliare fuoripista. Il terreno cambia, avallamenti e dunette, non perdo di vista
il punto verde della mazda. Ci arrivo dopo un quarto d’ora e … caXXo!
Il punto verde è una grossa macchia di arbusti. Ecco perché non faceva polvere.
Scomodo d’istinto un buon numero di santi.


(SEGUE)


CONTROCANTO

Ecco come l'ho vissuta io: quattro hanno preso le dune alte io e Giorgio seguiamo la mazda che promette una facile pista, in realtà prima di arrivare alla pista bisogna affrontare un mare di piccole dune, ognuno fa la strada che gli risulta più egosintonica, per fortuna quella di Giorgio, all'inizio quando prendo l'unica facciata della giornata, non è troppo diversa dalla mia e mi aiuta a rialzarmi, poi dopo un po' di strada mi fermo su una duna un po' più alta e vedo Giorgio che procede con decisione verso destra e la mazda che va nella diezione opposta. Che fare? raggiungere il compagno o la macchiana con acqua viveri tende e benzina? Mi giustifico pensando che posso fermare la guida e poi recuperare Giorgio e parto all'inseguimento della macchina, con il terrore, ogni scavallamento di duna, di non vederla più. Una volta raggiunta la guida non riesco a convincerla a tornare indietro, preferiscono aspettare, decido di ritornare indietro, seguo le mie tracce e, dopo un po', incontro quelle di Giorgio che tragicamente incrocia le mie, senza che il pilota, abbagliato dal "miraggio del cespuglio" le avesse notate. Di nuovo mi trovo di fronte alla tragica scelta e di nuovo selgo carburante e viveri. Le due ore successive sono state le più cariche di senso di colpa della mia vita.
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 02 Marzo 2008, 22:58:46
Giorno cinque
Ce la prendiamo comoda, il cielo è tornato plumbeo ma non piove, si fanno su i bagagli
e ci mettiamo in sella sulla pipeline, dobbiamo capire se Sergio ce la fa.
Grazie alle amorevoli cure del dottore, e pasticconi di Contramal, la situazione sembra
abbastanza favorevole, destinazione Ksar Ghilane.
Seguiamo la pipeline e sotto Kamour la abbandoniamo tagliando verso nordovest cercando
un terreno più morbido e favorevole alle costole incrinate.
Andatura ridotta e soste frequenti, un tranquillo trasferimento fino in vista dell'oasi.
Sulla pista una lunga serie di dunette trasversali sono un invito irresistibile dopo tanta noia,
si apre il gas e si vola, preso dall'entusiasmo ne prendo una veramente forte, atterro con il
DRZ perfettamente verticale, riesco a controllarlo per miracolo e mi calmo immediatamente,
il dottore ha già fin troppo lavoro.
Entriamo a Ksar Ghilane e decidiamo di "scendere" al Paradise, il camping delle mie prime
Dune Bastarde. Tende nuove, servizi e ristorante rifatti, 20 dinari a testa con cena e colazione,
ottimo rapporto qualità prezzo. Si va dall'improbabile benzinaio di Ksar Ghilane, riforniamo le moto
e riempiamo tre taniche per un totale di 180 litri, la luce del tramonto è meravigliosa,
i colori sono saturi, ed anche i tuguri appena fuori dal palmeto mi appaiono bellissimi,
saranno gli effluvi di super che sono arrivati al cervello.
Infatti preso da cotanta bellezza non mi sembra giusto che il DRZ non voglia condermi una bella piega,
così apro il gas a 300 metri da una bella curva gomito. Butto dentro tutte le marce fino alla quinta,
scalo, pestone al freno e metto il DRZ di traverso e mi trovo a cinque centimetri da un fosso pieno d'acqua,
riapro di colpo e il DRZ mi butta con il sedere per aria, per fortuna non mi si chiude lo sterzo e rimango in piedi.
Ho un flash e capisco tutto: super al peyote! Arrivo alla nostra tenda sano e salvo.
Non so se è ancora una visione, ma è un vero gabinetto, anche discretamente pulito e con la porta,
erano giorni che lo aspettavo! Quasi commosso mi siedo, accendo una Camel e tiro fuori anche la
settimana enigmistica ...
Esco quasi in stato di grazia ... predispongo asciugamano e biancheria pulita e mi infilo nella doccia ...
il getto d'acqua mi fa quasi saltare le coronarie: è gelata. Non ci resisto, ma non resisto neanche
al puzzo di bestia morta che emana il mio corpo ... idea! Entro con circospezione nel bagno delle donne ...
Apro il rubinetto ... calda! Lascio giù una fanghiglia color beige ... bagnoschiuma e shampoo con balsamo,
esco dalla doccia e due anziane signore francesi mi guardano con indulgenza, ho riacquisito sembianze umane.
Ottima cena e discussione sul da farsi di fronte a un paio di cafè noir, domani rotta verso Timbaine.

Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 12 Marzo 2008, 22:50:06
Giorno sei
Colazione abbondante e in sella, uno sguardo malinconico alla pozza calda e ci buttiamo
a capofitto nelle sabbie de El Bibene, attraversiamo il primo cordone di dune senza difficoltà,
anche Sergio sembra che regga bene, la pista alterna tratti duri e campi di dunette,
sembra una tranquilla passeggiata di trasferimento. Dopo una quindicina di chilometri mi accorgo
che le nostre guide cercano di piegare a sud, forse c'è un'alternativa alla pista che parte dal Cafè du Park.
Ci infiliamo in una zona di dune veramente bastarde: sono alte 4/5 metri, troppo basse per guidare in cresta
e troppo ravvicinate per girarci intorno, Fausto, proprio vicino a me sprofonda con tutto il posteriore,
l'occasione della mia vita. Non me la lascio sfuggire, metto in sicurezza il DRZ e mi precipito ad aiutarlo,
almeno fino a quando Daniele ci scatta una foto storica: il gigante Alpino che si fa aiutare da un povero
vecchio dalle ginocchia valghe e i piedi piatti.
Anche la mazda fatica parecchio a trovare i passaggi, Amour compie una serie di giri senza capo ne coda.
Ci rilassiamo un attimo e ... sparita! Nel giro di tre minuti ci ritroviamo soli e abbandonati,
neanche un cespuglio verde in vista.
Ci affidiamo al GPS e non ci resta altro che fare rotta verso il Cafè du Park.
Queste maledette dune sembrano non finire mai, su e giù completamente fuori pista, per un'ora seguiamo
Daniele come mamma oca.
Finalmente in mezzo al nulla vediamo un recinto con all'interno dei serbatoi, i ragazzi lo sfilano sulla sinistra,
io vedo un gabbiotto e decido di andare a destra. Qui vedo un autoctono e finalmente una pista:
mi fermo e chiedo informazioni. L'autoctono mi conferma che la pista porta dritta al Cafè. Decido di seguirla,
mi fermo su un altura e vedo i ragazzi la in fondo in mezzo alle dune. Riesco ad attirare la loro attenzione
e finalmente dopo un quarto d'ora siamo al Cafè, della mazda nessuna traccia.
Qui incontriamo un trio, Marco, Filippo e Alessandro, che si sbafano in tranquillità un brick, ordininiamo
Cocacola e cafè noir e socializziamo. Arrivano da 15 giorni di Libia e vanno nella nostra stessa direzione,
Fausto alla vista del TTE di Filippo viene preso da conati verbali, e parte subito bene chiamandola "cagatoio",
con quella moto ha brutti ricordi (vedi Dune bastarde numero uno), si instaura subito un simpatico rapporto
di "menaggio competivo" come si conviene tra maschi motociclisti e ci si scambiano notizie ed esperienze.
Finalmente dalla pista appare la mazda con Alì e Amour, arriva anche la loro guida su una fiammante
Toyota rossa che guardiamo con invidia (quella che ci avevano promesso invece del catorcio), pazienza.
Si mettono in sella e partono mentre noi ordiamo dell'altro caffè.
E' ora e ci fiondiamo sulla pista per Timbaine, Luca fora l'anteriore, solite litanie e si cambia la solita
camera d'aria.
Ecco Timbaine, un tronco di cono quasi perfetto che si staglia nero contro il sole, è solo un flash,
un attimo di bellezza che mi colpisce dritto al cuore.
Ci infiliamo giù da un discesone sabbioso, Michele sembra incerto infatti si insabbia e cade ancora
prima di affrontarlo. Arriviamo al pozzo e aspettiamo la mazda. Siamo tutti abbastanza provati.
Lungo la pista abbiamo visto seducenti indicazioni di un camping per cui dopo un breve consulto
decidiamo di andare al Camp Mars, le nostre tende sono ancora inzuppate d'acqua.
Arriviamo con la luce del tramonto, il posto è bellissimo e anche le tende sembrano accoglienti,
quasi di lusso. Alì sembra perplesso, Fausto va a trattare e torna soddisfatto: "sono venti dinari".
Scarichiamo la mazda ed entriamo nelle tende.
Meraviglia! Ci sono letti veri con piumini cremisi e lenzuola pulitissime, tappeti per terra e toilette
in ferro battuto, sembra la tenda del "Figlio dello sceicco". Dopo giorni di vita umida e spartana
mi sembra di essere agli "ozi di Capua".
Grande aperitivo: fette di salame da due etti, parmigiano, tonno, toma stagionata, vini pregiati
e bibite in quantità. Satolli tra i fumi dell'alcool tracciamo il percorso per Ain Ouadette.
Confrontando i miei waypoints con quelli di Daniele ci rendiamo conto che Ain Ouadette
non è altro che le "Lac Vert" dove i ragazzi sono andati lo scorso anno pensando di essere
in tutt'altra zona, molto più a est verso l'Algeria. Serpeggia un po' di delusione, ma ormai siamo lì.
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: Alekosd il 12 Marzo 2008, 23:01:46
per amor del vero: il trio era composto da MARCO, Filippo e Alessandro   :ciao:
:ok:
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 15 Marzo 2008, 00:57:34
Sergio a questo punto rinuncia subito seguito da Michele, tutti si ricordano un percorso molto duro,
anch'io sono incerto, ho voglia di un giorno di pace, mi piacerebbe salire a piedi sulla montagna,
poi considero bene la pendenza e mi decido: andrò ad Ain Ouadette.

Giorno sette, il giorno più lungo
Sveglia alle 6 e 30. Come uno zombie lascio il meraviglioso piumino cremisi ed esco nel gelo del mattino,
tutto è avvolto da una coltre di nebbia impenetrabile, forse sto ancora sognando.
Trovo a stento il chiosco del gabinetto e mi immergo in una profonda riflessione.
Seduto su un cesso in mezzo al gelido niente, in un deserto che ha perso la sua fisicità,
sprofondato nel non colore ... finalmente emetto qualcosa di solido e marrone e la vita ha il sopravvento.

Alle sette e trenta siamo tutti li con gli occhi verso il nulla che cerchiamo di vedere la prima duna.
Aspettiamo ancora un po' sperando che la nebbia si alzi, poi, affanxx la nebbia: partiamo.
Pessima idea. Dopo tre quarti d'ora di vagare alla cieca, con cadute e insabbiamenti abbiamo fatto
sei chilometri: morale a terra. Siamo sul punto di rinunciare quando il dottore si erge sul WR e apostrofa
deciso le folle (dev'essere anche uscito un raggio di sole che lo colpito in piena fronte):
"Giovedì sarò a lavorare con alla porta gente solo ansiosa di raccontarmi come gli tirano i peli del culo,
per un anno intero. Ora sono nel deserto con la mia moto e vado dove ho deciso di andare!"
Scoppia spontanea un'ovazione e ... giurerei di aver visto anche lacrime di commozione scorrere
sotto gli occhialoni. Si riprende con rinnovato entusiasmo ma non ci si vede un caXXo lo stesso.
Con la visibilità tra i venti e i cinquanta metri siamo costretti a seguire una rotta rettilinea in direzione sud.
Questo significa che ci prendiamo i cordoni di dune dritti nella faccia come ci arrivano senza poter valutare
e scegliere i punti di passaggio. Il terreno ha una configurazione molto particolare: è un infinito susseguirsi
di piccoli crateri larghi tra i 500 metri e un chilometro, contornati da dune a 360° altre tra i venti e i trenta metri.
Perdipiù quando si viaggia in cresta non si riesce a capire il punto di dicesa per cui, a volte, si segue
il cordone nel senso longitudinale, un vero inferno! La sabbia è molto compatta ma in certi punti inspiegabilmente
cede bloccandoti le ruote come cemento, così persino Daniele sperimenta il "facciatone alla Gaston" piantandosi
con l'anteriore e un tuffo di testa da applausi. Indietro non si torna... continuo a ripetermi e la tecnica funziona:
mi butto in picchiata come il falco per risalire in verticale sfondando crinali immacolati, infilo sequenze di
parabole che sfidano ogni legge di gravità, mi sto davvero divertendo. Intanto è quasi mezzogiorno,
la nebbia finalmente si sta alzando e Luca buca l'anteriore. La cambiermo ad Ain Ouadette, tanto è tutta sabbia.
Ultimi cinque chilometri, discesa verticale con buconi e Fausto ci si pianta di brutto, venti minuti per venirne fuori.
Davanti a noi sta l'ultimo muro, finalmente lo vedo tutto e salgo a manetta.
Mi fermo sul crinale, una macchia verde, dell'intensità di uno smeraldo incastonato nell'oro della sabbia
mi ripaga di colpo di ogni fatica, sudore, bestemmia e mi si scolpisce nell'anima. Ain Ouadette.

Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: camoscio il 15 Marzo 2008, 11:31:57
caazzzo giorgio ......quando ripartiamo.....!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
s
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: Alekosd il 15 Marzo 2008, 19:53:59
Vengo anch'io!!! vi porto le chiavi! :riez:
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: camoscio il 16 Marzo 2008, 11:28:57
Citazione di: alekosd il 15 Marzo 2008, 19:53:59
Vengo anch'io!!! vi porto le chiavi! :riez:
GRAZIE ALEKOSD...MI RACCOMANDO RICORDA LA 12...!
SALUTI LUCA
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 24 Marzo 2008, 23:59:58
Scendo verso la sorgente con calma, mi costa fatica staccarmi da quell'immagine e guardare dove metto le ruote.
Per curiosità guardo il contachilometri segna 65 da Timbaine contro i 30 del percorso in linea d'aria,
abbiamo fatto più del doppio in saliscendi alla fantastica media di 15 all'ora.
Mi sdraio sulla sabbia, e respiro profondamente ma Daniele mi strappa dall'estasi, c'è da smontare la ruota del WR.
Cominciamo l'operazione e subito ci si ferma: chi ha una 12? merXX. Da sud arriva la squadra di Marco, Filippo
e Alessandro, cavolo siamo arrivati uno!
Cerchiamo di assumere un atteggiamento come se fossimo lì da ore solo per aspettare loro ... ma non regge
neanche un minuto, il sudore che copre i nostri volti ci smentisce ... in più sappiamo che se vogliamo una 12
a nostra volta dovremo subire ... così è nell'ordine delle cose.
Subiamo stoicamente e otteniamo la 12 poi tutti fraternamente a mollo a goderci il bagno premio.
Si chiacchera di moto e di facciate  e si fa a chi le spara più grosse, noi con grande faccia tosta dichiariamo
di essere partiti verso le nove e mezza forse le dieci, Alessandro di essere caduto in tutto il viaggio una sola volta,
Fausto continua a menarlo a Filippo sul TTE "cagatoio", Filippo sostiene che con l'Ohlins dietro si trasforma in una
performante avveniristica "racing", il mondo gira sempre nella stessa direzione. Starei lì delle ore ma sono quasi
le due e rischiamo di prendere il buio, a malincuore ci si rimette in sella.
Ci consultiamo con i ragazzi e ci sembra che la loro rotta sia stata meno problematica, Daniele da un'occhiata
alla loro traccia GPS e si decide di fare lo stesso percorso almeno fin dove li aspetta la loro guida.

Partenza: non c'è il cancelletto ma è uguale! Ci avventiamo tutti sulla prima duna come una muta di cani
affamati con l'osso: chi scavalla per primo ce l'ha più lungo! Io no, madre natura non è stata generosa
per cui mi tengo un po' in disparte. Sembra la finale del supercross con tanto di sportellate. Alessandro
tenta di rimontare disperatamente l'alpino che da una sgasata e si invola mentre il poveraccio si pianta
miseramente con la faccia nella sabbia, l'alpino da bastardo sogghigna e giura di non averlo toccato
ma non so se ci giocherei sopra cinque euro. Mi spiace per Alessandro, ha rovinato il suo record di facciate
ricongiungendosi con i comuni mortali. Ci voltiamo e visto che gli altri si sono fermati a soccorerlo, con
grande fair play, continuiamo a tirare come dannati.
Aufidersen, goodbye, addio... ci risentiamo in Italia.
Il percorso è più abbordabile ma mica di tanto, però ora ci si vede. Passata l'euforia per il "mondiale"
vinto salgono dolori e stanchezza  attraversiamo posti di incomparabile bellezza come El Kebir e Es Ghar,
bastioni di roccia erosa a guardia del nulla, ma ormai devo fare attenzione a dove metto le ruote, cado,
mi insabbio, ricado. Anche gli altri sono stanchi e seguono la stessa sorte, Fausto comincia a sentire il
peso oversize (oltre 210 chili) del Supertenerè, Daniele "bissa" il facciatone della mattina, persino il dottore
finisce in un bucone e si sdraia con il WR come coperta bruciandosi lo stivale.
Breve sosta, beviamo un paio di sorsi d'acqua a testa, mi sdraio pancia a terra e infilo le mani doloranti
nella sabbia fresca per un momento di sollievo. Si riparte verso l'ultimo muro (almeno così spero) scavallo
e mi ritrovo in cima a un baratro di  almeno  30 metri, un pensiero mi folgora la materia cerebrale: "non cado più".
Tre metri dopo mi si pianta l'anteriore e volo da una specie di terrazza, botta tremenda sulla solita martoriata
spalla destra. Ben mi sta così imparo a pensare stronzate!
Rimango senza fiato per qualche minuto e Daniele risale e mi da assistenza.
Ormai dovremmo essere quasi arrivati: "quanto manca?" Daniele rimane in silenzio.
Il terreno migliora, attraversiamo veloci un tratto di piattone e laggiù contro il sole ormai agli sgoccioli si staglia
la sagoma nera di Timbaine. "Non ci sono più dune, vero?" Daniele rimane in silenzio.
Forse era meglio una pietosa bugia perché dopo un paio di minuti ci infiliamo in una zona di dune che più
bastarde non si può. Le braccia e le spalle mi hanno abbandonato, così come le gambe, mi fermo e valuto la distanza,
non più di sei/sette chilometri. Abbandono il DRZ e strisciando come un serpente in un paio d'ore ci posso arrivare.
Urla belluine che non hanno nulla di umano mi scuotono da questo dolce pensiero, infilo la prima e riparto,
forse sto avendo un'allucinazione sonora, sento anche clacsonare in continuazione.
Il casino si avvicina e mi rendo conto che è Fausto che canta a squarciagola l'inno dell'Atalanta.
"Che caXXo fai?" "Ti incito!" Forse mi scappa per la prima volta una vera lode al buon Dio.
Per tutta risposta centro in pieno un enorme cespuglio nascosto dietro una duna e ritorno immediatamente
agli antichi riti. Ultimo discesone con buconi e entro nell'area del camping, con l'ultimo disperato sforzo tiro
giù la stampella: ce l'ho fatta!
Mi butto su una bottiglia di minerale e mentre tracanno come un cammello guardo la massa nera di Timbaine:
con te ci vedremo la prossima volta, è una promessa.


Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 25 Marzo 2008, 00:01:42
Giorno otto
A questo punto era stanco anche il buon Dio, figuriamoci noi ...
Mi tiro su dal letto in uno stato pietoso, non c'è parte del mio corpo che non invochi pietà.
Faccio colazione e ingerisco un paio di Aulin, il programma prevede il ritorno a Douz, pista facile e veloce
ma in queste condizioni non do niente per scontato. Raccolgo i bagagli e sento un gran vociare fuori dalla tenda.
Il dottore e Daniele sono andati a pagare e si sono visti presentare un conto di 1480 dinari (circa 1000 Euro),
pura follia! Ci rendiamo conto che il "sono venti dinari" contrattato da Fausto nella lingua d'oltralpe suona
esattamente come "cent vent dinars", che fare?
In mezzo a tutto questo casino mi molla la batteria del DRZ, smonto freneticamente la fiancata e attacco
i cavi alla mazda, un paio di sussulti e finalmente il motore si avvia.
La situazione si fa tesa, d'altra parte la richiesta è veramente assurda, decidiamo di mettere in mano ai beduini
240 dinari più 10 euro di mancia e andarcene. Mentre ci allontaniamo sento ancora le urla che ci promettono ogni
sorta di sventura nel nome di Allah.
Sono stanchissimo e guido con molta attenzione esco per primo dal tratto di dune, mi fermo e aspetto gli altri, 
Michele è in difficoltà e viene seguito passo passo dal dottore che lo aiuta più volte a rialzarsi.
Ormai siamo sul piattone veloce e si vola a cento all'ora verso il Cafè du Park.
Tanto per rompere la noia Fausto pensa bene di saltare su una dunetta a tutto gas e gli esce la catena. Un macello!
In un'oretta di paziente lavoro di martello riusciamo a disincastrarla e a raddrizzarla quel tanto che basta sostituendo
una maglia. Breve sosta al Cafè e ci infiliamo sulla pista di El Bibene.
"Ormai è finita", penso. Ancora questo maledetto vizio! Non ho fatto i conti con i traccioni maledetti e lo sterzo
del DRZ che è ancora peggiorato. Infatti prendo un pietrone con l'anteriore a 90 all'ora e mi trovo steso con la
moto addosso. Sempre la solita spalla e il fianco. Rimango senza fiato con la gamba incastrata sotto, mi sento come
una tartaruga rovesciata, passa Daniele a meno di venti metri di distanza, urlo con tutto il fiato che mi rimane,
agito le braccia ma niente, sono invisibile. Lentamente riesco a far scivolare fuori la gamba e mi rimetto in piedi.
Faccio un auto checkup, niente di rotto. Con le ultime forze tiro du il DRZ e mi avvio.
Arrivo in vista del Cafè du Desert i traccioni  sono sempre più profondi e difficili, devo aprirci di più e così faccio.
Sono a duecento metri dal Cafè vedo distintamente i ragazzi e un gruppo di gente che mi sta osservando.
L'occasione che aspettavo. Do ancora gas, l'anteriore finisce in un cumulo di sabbia e volo in avanti con bello stile
compiendo un salto mortale (quasi) e atterrando sullo zenit (o nadir nella situazione) del casco. Momento buio.
Riapro gli occhi e guardo verso il cafè. La gente mi indica, ride, ci scappa persino un applauso, non uno di quei
bastardi che si preoccupi mi urlano anche "No Parking!". Che se ne vadano affanxx loro e i loro Hummer scintillanti,
gli auguro di ribaltarsi alla prima duna e di rimanere come frittate sotto le tre tonnellate delle loro inutili jeep.
Mi riprendo con cocacola, cafè noir e un paio di Camel poi mi butto  sugli ultimi 35 chilometri di pista.
Volatona fino a Douz nella quale Michele approfitta per l'ultima sonora facciata.
Dopo 1360 chilometri ritroviamo l'asfalto e una camera al Saharienne.

Siamo ridotti da far pena, incrostati di sabbia, doloranti ci spogliamo nel cortile contemplando i lividi mentre dalle stanze
a fianco una squadra di fighissimi con la pancetta e gnocca al seguito ci contempla con sguardi schifati.
Sono ancora disteso nella vasca con l'acqua che sembra quella limacciosa del Lambro che mi vengono a chiamare.
Sono arrivati un paio di tipi fighetti padroni del campeggio di Timbaine che esigono il pagamento dei 1480 dinari,
c'è anche Alì in veste di testimone. Rifiutiamo decisamente di pagare una cifra totalmente incredibile.
Arriva la polizia, e iniziamo a preoccuparci. Qualcuno fa un salto in camera a nascondere i passaporti.
Parlano concitatamente tra loro, stanno mettendosi d'accordo per fotterci, chissà come sono le galere tunisine,
in fondo non saranno peggio del Sohatram Camp. Alì di nascosto ci fa segno di non preoccuparci, come no ...
non ci stiamo capendo un accidente e il capo poliziotto ha una faccia da bastardo che non promette nulla di buono ...
siamo convocati e con l'aiuto di Alì sosteniamo strenuamente la tesi del "malcomprì" dovuto alle origini bergamasche.
Che caXXo vogliono da noi questi qui ... gli abbiamo già dato 260 dinari che è lo stipendio mensile di un poliziotto ...
gli abbiamo fornito le verdure per il couscous altrimenti questi non ci avrebbero neanche dato un piatto di minestra ...
Il poliziotto ci invita in tono burbero a trovare un accordo e inspiegabilmente se ne va.
Alì ci prende da parte e ci spiega che il campeggio non è autorizzato quindi totalmente abusivo per cui alla polizia
"non gliene può fregà de meno" ...
Insperato capovolgimento di fronte, ora siamo noi ad avere il coltello dalla parte del manico, i tipi del campeggio
però non ci mollano ... forse ci conviene dargli qualcosa e levarceli di torno. Alì ci spiega che quel campeggio
lavora essenzialmente via internet con i gruppi di turisti che vengono presi dalla costa per il tour precotto nel deserto
con tanto di finti tuareg dagli occhi azzurri, danza del ventre e autentica notte stellata al freddo. Ci dichiariamo
disposti a trattare ma gli diciamo anche che scriveremo sputtXXXndoli su tutti i siti e forum del pianeta.
Idea geniale! L'atteggiamento cambia totalmente il clima diventa amichevole, anzi ci invitamo a tornare con le
famiglie promettendoci la prima notte gratis! Sicuro!

La sera tiepida di Douz ci accoglie senza più pensieri in pace con noi stessi, ci godiamo l'ultima sera veramente
africana ... e ... confesso ... mi mancano la Pinu, Fausto e Stefano ...

Fine

Giorgio Bergami – Suzuki DRZ 400 E
Luca "le docteur" Viano – Yamaha WR 450 F
Sergio Bergami - Yamaha WR 450 F
Fausto Faggioli- Yamaha Supertenerè 750
Daniele Baretti – Ktm 950 Superenduro
Michele"fratellino" Carmi – Ktm LC4 640


Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: Ste69 il 25 Marzo 2008, 09:12:47
 clap clap clap clap clap clap clap clap clap clap clap clap clap
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: FOLCO il 25 Marzo 2008, 09:21:22
divorati i 2 racconti in un sol fiato adesso che faccio ? ? ?

raga' dovete tornà in africa al + presto , altrimenti ke me leggo !!!

siete grandi, soprattutto ki scrive  clap  clap  clap
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: Alekosd il 25 Marzo 2008, 13:16:09
 clap clap clap clap clap clap clap clap clap

ma una bella classifica di facciate?  :ciapa:

Ma come guidate che cascate sempre?  :dubbio:

con GRANDE modesti ne ho date solo 4 :ciapet:

ah, Filippo s'è venduto il TTe ora ha un DRZ... :akrd:

ci si rivede sulle piste per un altro .....mondiale! ;:juha;:
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 25 Marzo 2008, 16:15:57
Evvai Alesssandro, la polemica è il sale della vita!
Certo che stando fermi non si cade.
La prossima gita la facciamo insieme così puoi segnarti tutte le facciate che prendo io.
Sarà un piacere.

Un abbraccio ... Giorgio.

Ps: perchè non ci si vede pure in Italia?
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: alberto59x il 25 Marzo 2008, 16:45:24
Bravo Giò bel racconto clap clap clap
I casi sono due ...o eri bravino in italiano a scuola e scrivevi bene o "le dune bastarde" ti hanno ispirato.
Però non ci credo che eravate sempre a tocchi e con 1000 problemi...
Ci sarà pur stato qualche momento di quelli che dici "non torno più a casa"...

Soddisfatto del DR ? Non esiste depotenziato vero? C'è un amico di mio figlio che lo vorrebbe prendere, i due anni di patente gli scadono a metà giugno ma scalpita...
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: Alekosd il 25 Marzo 2008, 16:55:41
Citazione di: giorgiojr il 25 Marzo 2008, 16:15:57
Evvai Alesssandro, la polemica è il sale della vita!
Certo che stando fermi non si cade.
La prossima gita la facciamo insieme così puoi segnarti tutte le facciate che prendo io.
Sarà un piacere.

Un abbraccio ... Giorgio.

Ps: perchè non ci si vede pure in Italia?
ma.... non è polemica!!!  #risatona# #risatona#
dai che la prossima la faciamo strisciando....

hahaha hahaha hahaha

non ricordo più chi era dove di voi... genova, begamo... 
quando sono in italia sono a Milano
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 25 Marzo 2008, 16:58:50
Allora invece di stare nel nebbione mi vieni a trovare al mare.

Giorgio.

Ps. Portati una 12 che sai che mi manca.
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: Alekosd il 26 Marzo 2008, 01:57:55
A genova dovrò venire. Quando arrivo ti faccio un fischio. :riez:


..basta la 12? #risatona#
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 27 Marzo 2008, 01:39:01
Ciao Alberto, uno di questi giorni passo a offrirti un caffè.
Effettivamente i problemi ci sono stati, devi pensare anche che questo racconto è
una visione puramente soggettiva, quindi quella che traspare è la mia sofferenza.
Ci sono stati certamente i momenti indimenticabili, paesaggi da cartolina, divertimento ecc.
Non vorrei essere banale, ma per me, alla mia età con i miei problemi fisici ho
affrontato tutto il viaggio come una prova dei miei limiti e solo il fatto di averlo compiuto
ne fa un "momento indimenticabile" nel suo complesso.
Probabilmente Luca, Fausto e Daniele (tralascio i feriti) ne hanno una visione diversa.
Comunque se mentre beviamo il caffè tu mi dicessi "partiamo" io ti rispondo "Subito!"
anche se ancora la spalla destra di notte mi da dolori bestiali.

Giorgio.

Ps. Non credo che ci sia il DRZ depotenziato, ma per sicurezza digli di telefonare a Valenti.
Risolti i problemi ai cuscinetti di sterzo l'ho provato domenica a Feglino e ti garantisco che è
proprio un bel mezzo, quell'anello di congiunzione tra il TT e le moderne e fragili "racing".
Quando vuoi venire a Feglino un paio di giorni chiamami.

Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 28 Marzo 2008, 10:40:23
Ciao Alberto, ho sentito Valenti e ti confermo che non esiste una versione del DRZ guidabile a 18 anni.
Invece sono omologate sotto i 24 kwatt sia RMZ E 250 che il 450.

Giorgio.
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: camoscio il 29 Marzo 2008, 10:05:38
ehi giorgio...!!!!????
guarda che i due werrini 450 ...racing non hanno di certo dimostrato di essere fragili...!a parte il mio motorino di avviamento che aveva problemi ancora prima di partire io e sergio come manutenzione per tutto il viaggio abbiamo fatto solo....benzina.
alla prossima.
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 30 Marzo 2008, 21:45:55
Aspettando che qualcun altro si decida a raccontare la sua versione
se scorrete nuovamente il racconto ho allegato un po' di foto, almeno le più
significative.

Cari saluti a tutti e scrivetemi che ne pensate.

Giorgio.
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: giorgiojr il 01 Aprile 2008, 14:14:20
Tanto per completare l'orgia iconografica potete ammirare
il bello stile del dottore nella pista di El Bibene.

http://www.youtube.com/user/giorgiojr60

Giorgio.
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: mattions il 28 Luglio 2008, 22:54:51
complimenti.
sembrava di esserci.

Bellissimo stile :)
:ok: :ok:
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: mistermou il 29 Luglio 2008, 19:06:53
Madonna quando ho finito di leggere mi son ritrovato con la sabbia dappertutto!!!!!! :rir:

Grandi!!Mi sta salendo una gran voglia di farlo, prima o poi!!!! > lu < pazz2
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: pepem il 31 Luglio 2008, 23:56:26
ahahahahaah fantastico, pensate che mi sono stampato i due reports per leggermeli in spiaggia
Titolo: una domanda per un "novello"
Inserito da: yarobertone il 01 Agosto 2008, 15:21:51

Ciao forumisti.
Ho da poco una Yamaha XT 600e del '92. Io abito a Ciampino, vicino Roma. Quest'estate avevo programmato una vacanza in Sicilia con la mia ragazza, in macchina; ora si sono aggregate due coppie di motociclisti (malati) che, ovviamente, m'hanno subito proposto di andare tutti insieme in moto, facendo anche 'on the road' il tragitto per arrivare a Messina (con il ritorno in traghetto, Palermo-Napoli). Il mio timore ora è che data l'età della XT e le sue caratteristiche vibrazioni il compito sia arduo.
Ho per questo studiato un percorso alternativo col traghetto Salerno-Messina, anche per presentarmi meno stanco sul suolo siculo, al mio primo viaggio su due ruote.
Volevo sapere un vostro parere. E magari qualche "suggerimento tecnico di viaggio".

Scusate se v'ho tediato con gli affari miei.

Ciao
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: Emiliano il 07 Settembre 2008, 14:18:27
Immerso nel caldo afoso tipico di Catania monitoro la Tunisia (40° a Tozeur) in un momento di acutissima crisi personale. Sono a rota, ho un mal d'Africa che si fa sempre più forte, giorno dopo giorno. La Tunisia è così vicina ma sembra così lontana....!!!
In effetti è questo un male che torna imperterrito nei momenti in cui sei più vulnerabile. Sei tu stesso che lo risvegli!
In questa domenica d'inferno dovrei lavorare ma non posso far altro che guardare la luce filtrare oltre le persiane di legno e pensare alla sabbia, al fatto se sia giusto o meno vivere in questo stato di perpetua sofferenza.
Il mio malessere mi ha portato a scoprire "Dune Bastarde" e me lo sto dosando a piccoli pezzetti, giusto per non andare in overdose...
Un grazie di cuore a chi ha scritto queste pagine!
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: whiteyo il 19 Febbraio 2009, 23:05:27
scusate se riporto su questa discussione, se è il caso cancellate anche il msg.


Comunque volevo solo dire grande Giorgio (e combriccola) e grazie, ho iniziato a leggere il post "solo" per vedere qualche foto sul deserto, poi quando arrivo a ""facciatone alla Gaston"! " ho detto, no allora devo leggere anche il primo :D
Grande mi piace un sacco come hai scritto e è come una droga o piu leggi piu ne vuoi! heheh .. Spero un giorno di andarci con il mio TT chissa   :angel:

Un saluto sincero!

ps

la seconda volta con l'avviamento elettrico, una mano santa davvero?

ciao !!!!!!
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: andrealamp il 10 Marzo 2009, 02:25:05
e si.. mi sa che anch'io mi vado a leggere il primo!!
clap clap clap
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: andrealamp il 10 Marzo 2009, 02:26:25
magari domani: guardo ora l'ora e sono le 2:25... queste pagine mi hanno rapito!!!
Titolo: Re: Dune Bastarde II
Inserito da: sentenza il 17 Settembre 2009, 09:18:10
racconto e viaggio bellissimo complimenti!
prima o poi lo farò pure io!