29/07/2026 Regalo di compleanno! un bel giro impegnativo

Aperto da Meissner, 02 Agosto 2026, 18:33:13

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Meissner

prima parte del report

Settimana scorsa , in vista del compleanno, mi sono attivato per un'uscita.
Ormai sta diventando una tradizione, quale miglior regalo che un giro in moto con amici!?
Subito Carlo si dice disposto a partecipare, preparo una serie di percorsi con varianti, dopo varie modifiche, un paio di giorni prima, Carlo, vista il caldo, propone un percorso prettamente stradale con qualche traccia in off facile.
Senonché aveva sentito parlare di una Collegio – Carana fatta nel 2019 con Luigi, che avevo trovata impegnativa.
Qui trovate il racconto dell'avventura di quel giorno: https://www.facebook.com/notes/356975812303777/

Voleva venire con la Reju, ma poi ci ha ripensato, a ben ragione, "vengo con il Beta 390, devo finire le gomme."
Modifico il percorso, ci metto un po' più di off per farlo soffrire poco.
Da Travo fino a Carana per strade che evitino il più possibile la SS. 45 Val Trebbia, da Pontè Sotto scendiamo a Pradella tutto asfalto, poi da Piancasale a Carana son tutte strade strette-
Carana – Collegio mi dà qualche patema, poi qualche off facile sino al Brallo.
Purtroppo siamo solo io e Carlo, tutti hanno altri impegni a metà settimana.
Partiremo da casa di Carlo verso le 9, sperando di avere un po' si fresco.
Per Andare verso Agazzano la campestre facile  fino alla Chiesa di S. Ilario, giusto per sciogliere i muscoli, il guado Tidone ogni volta ha un percorso diverso, il greto del fiume sono tanti sassi da cui districarti, poi finalmente appaiono le prime colline piacentine tra carrarecce e campestri arriviamo dopo Agazzano, piccola sosta all'ombra, "Hei ci sono le more!" di quelle comode si erano già serviti.
Partiamo per la "Diretta Travo" fino a Ongareto, per cambiare un po' andremo via diritti con la mulattiera da fare con passo allegro, poi il bel sentierino nel bosco, facile, traversata con strada bianca fino all'asfalto verso monticello, per variare un po' discesa verso Casoni con strada bianca ben sconnessa fino a prendere la strada di Fradegola, di solito la facciamo in salita, talaltro a me viene meglio!
A Travo via diretti a Perino con la strada di Donceto, ora i vigneti sono una foresta verde.
Arriviamo a Perino intorno alle 10:45, da casa di Carlo sono 40 km, sosta, a noi non piace correre più di tanto.
Avevo preparato un percorso su asfalto per evitare il più possibile la SS.45, risalendo verso piccoli borghi per scendere a Pradella.
Parto a spron battuto e come al solito sui bivi , via diritto!
Arriviamo così alla località Forni di Sopra dove l'asfalto finisce, torniamo sui nostri passi e a Forni di Sotto prendiamo la giusta strada.
Costeggiamo la collina sui 500 metri di quota e si sta benino, proseguo baldamente in discesa, rallento perché non vedo Carlo, poi mi raggiunge e mi dice che ho sbagliato strada.
"Come, ho sbagliato strada, percorso tutto asfalto."
"No, hai inserito un pezzo di off, 600 metri indietro."
"Vatti a fidare di Basecamp! Avevo scelto strada asfaltata, non avevo controllato e mi manda giù diretto"
Ritorniamo sui nostri passi e prendiamo la sterrata, in effetti è una strada larga, all'inizio è tranquilla, abbastanza sconnessa ma fattibile, poi inizia per me la tragedia, una sequenza di tornanti con pendenze mostruose, "odio le discese!", lo so dovrei stare in piedi, ma tutti quei sassi mi fanno paura, sarà che ci ho un po' di costole incrinate per incontri ravvicinati, è faticoso, ma scebdo zampettando.
Su uno delgli ultimi tornanti Carlo è tornato ingietro a piedi per darmi supporto morale"Dai è quasi finita!", quelli sono i momenti in cui  subentra uno scoramento, spengo la moto,"Portala giù te, io scendo a piedi!"
Pur scendendo a piedi ho toppiccato in qualche sasso ed a momenti cado!
Ora c'è un tratto in piano, e ci fermiamo all'ombra a riposare,
"Dai, è quasi finita."
Dopo ampio riposo riparto, i sassi non sono mai mancati ma almeno le pendenze erano più umane!
Entriamo in paese, 1 km con pendenza media del 18%!
Ora Carana ci aspetta, in effetti il giro era programmato per soddisfare la voglia di Carlo e per vedere dopo anni e un po' d'esperienza un piùme la sarei cavata egregiamente.
Prendiamo la statale per Bobbio però deviamo subito per Piancasale, lungo una strada tortuosa che costeggia il Trebbia lungo la sponda orografica destra, superiamo il Ponte Gobbo, ci innestiamo sulla strada di Coli, e rientriamo verso Bobbio, alla prima strada a sinistraci infiliamo, la percorriamo rutta sino a pervenire a Carana, un borgo posto a 500 netri sopra la Val Trebbia, gia si sente una frescura rispetto all'aria calda del fondovalle.
È un punto panoramico da sui si vede il paese di Brugnello arroccato sullo sperone che ne domina l'ansa.
Sono quasi le12:40 quando ci accingiamo a partire, partenza facile e baldanzosa, ma al primo traliccio subito la situazione cambia sassi, sassi, sassi, gradini, sassi sassi, sassi, è tutto un saliscendi, trtti piani si alternano con trtti impegnativi, ombra, sostina, anche stavolta è dura!
Ci avviciniamo al secondo chilometro , trtto sassoso, ed eccolo lì che mi punta!, ebbene sì, il mio sasso preferito, di forma triangolare mi punta e mi dice: "sono qui!", ormai è chiaro che è mio, ma stavolta ti frego! Mi avvicino a manetta, invece che prenderlo in centro lo prendo sul lato destro e mi sbatte contro la scarpata, SBAMMM, sono incastrato, immagino già, quando Carlo mi vedrà dirà:"mi pareva strano che non ne combinasse una delle sue!".
Arriva e mi salva, ora dobbiamo rimetterla in piedi, mica facile, la ruota posteriore si è incastrata tra grossi sassi, davanti il manubrio si è incastrato nella terra della scarpata! tira di qua, spingi di là finalmente è in piedi.
Io sono un po' sullo stravolto, ci sono voluti 40'm per uscire dalla situazione di bradipo per tornare a ripartire.
Qualche punto un po' ostico ma brillantemente superati.
Arriviamo ad un bivio, a destra una strada in piano, a sinistra una strada che scende, "di gira a destra, siamo più o meno all'altezza di Collegio.",
"No, la traccia scende" non insisto, una discesa di quasi un chilometro tutta a sassi, con qualche gradino più accentuato del 10% e si innesta su asfalto, con risalita ad un bivio, giro a destra, via diretti verso l'abitato, e arriviamo alla strada per il Brallo,.
Proprio sull'incrocio c'è il ristorante, mi  sono fermato un paio di volte, sono le 13:45, SOSTA!!!
Hanno la birra alla spina, una media!

Traccia GPX https://it.wikiloc.com/percorsi-moto-trail/29-07-2026-borgonovo-v-t-passo-del-brallo-e-ritorno-276723455

Video del giro https://www.youtube.com/playlist?list=PLEYy9ipkWJHA
XT600 43 fMr. Puffpuff, Beta Alp 4.0 Miss Stendo (nome provvisorio)

Meissner

Parte seconda, rientro mesto a casa.
Parcheggiamo e mi accomodo subito ad un tavolo all'ombra, Carlo passa a informarsi, cucina chiusa, solo panini o toast.
Il ragazzo del bar: "Abbiamo la birra alla spina.", "allora 2 medie"
Mentre ci porta da bere, "Volevate mangiare?", "Sì, ci andrebbe bene un primo"
Torna e hanno riaperto la cucina e due piatti di ravioli ben pieni, nel frattempo la prima media era finita e non si può mangiare a secco!
Spaparanzati sulla veranda, transita qualche moto in direzione Brallo.
Ben satolli e riposati decidiamo di ripartire, sono le 15, siamo circa a metà percorso.
Risaliamo a Colleri, Carlo con la traccia, supera il bivio, fortuna che ho una memoria fotografica, ritorna sui suoi apassi e prendiamo la Panoramica, con una strada stretta asfaltata risaliamo la collina, circondati da i prati, poi inizia lo sterrato ed il bosco, dopo un bel pezzo di mulattiera larga e lastricata, poi comincia la strada bianca da fare con attenzione per i numerosi fossetti che attraversano per lo scolo delle acque, sempre nel bosco.
Volevo scendere verso Feligara ma un cartello indicava il divieto, così abbiamo proseguito per collegarci alla strada di Dezza e scendere al Brallo con asfalto.
Sosta al distributore, attenzione solo contanti o bancomat, no carte di credito.
Riprendiamo la strada di Dezza con la pineta,  ma al primo bivio a sinistra, l'inizio è ben asfaltato, poi qualche buca ed infine sterrato facile. Ora il bosco si trasforma in faggeta ed arriviamo al bivacco, proseguiamo la strada è sterrata e ogni tanto si trovano passaggi fangosi, fortunatamente abbastanza asciutti, è un percorso a saliscendi abbastanza agevole sino a sbucare sulla strada di Ceci, e qui , come mio solito ho sbagliato, via diritto a risalire il bosco invece che girare a destra.
Sa sentiero largo ma ben accidentato poi si trasforma in un single-track,salire i gradini tra le radici degli alberi, per finire poi sulla strada per la Scaparina.
Purtroppo nel frattempo mi è subentrato un dolore al collo , che a sprazzi stavo covando, e arrivando al Passo, mi sono fermato,.
Non ero nelle condizioni per proseguire oltre.
Mi era già capitato un paio di anni prima, ma ero più vicino a casa e su percorso rettilineo, qui invece in mezzo alle montagne a circa 80 km da casa! Sarà un calvario! Erano le 16.
Disteso in banchina, corroborato da Carlo che si era premunito di andare a bar a recuperare un bicchierone di tonica ghiacciata, ma si deve pur tornare.
Dopo 50' di relax siamo ripartiti, la partenza è stata dura, abbiamo deciso di scendere verso Romagnese, la mia posizione di guida era innaturale, il collo reclinato indietro e sguardo sulla strada tutta a curve, posizione arretrata e braccia diritte era l'unico modo per soffrire poco, peso nome guidare un chopper, anche se non ho mai provato a guidarne uno, ma visto come fanno le curve.
Da Casa Matti a Romagnese era stupenda, asfalto perfetto e una serie di curve da sballo, peccato non averla potuto gustare appieno.
Fino a Romagnese faceva caldo ma ogni tanto l'aria aveva qualcosa di fresco, poi sembrava di essere sotto un phon.
Carlo ha deciso, invece che smazzarci tutta la 412, e passato dall'altra parte della valle su strade alternative, poi una distrazione ed non ha visto un bivio, così, visto che di chilometri non ne avevamo pochi, 5 km in più su strada di montagna.
Ripresa la strada giusta via Verso S. Silverio e prima di arrivare a Trebecco un punto panoramico sulla diga del Molato.
Discesa su Nibbiano fino alla baracca, altra tonica era doverosa!
Dopo 20' di sosta, ci salutiamo, lui tornerà tra sterrati e vigneti mentre mi sparerò gli ultimi 45 km a ritmo decisamente allegro, prima arrivo, prima mi riposo!
XT600 43 fMr. Puffpuff, Beta Alp 4.0 Miss Stendo (nome provvisorio)

Cunningham

CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE: Regala anche TU qualche Kw a quel cacatoio che è l'Africa Twin